Stop tasse a chi risiede nei comuni più colpiti

28 Agosto 2016

Il provvedimento riguarda anche i cinque centri abruzzesi inseriti nella lista dell’emergenza sismica. Regioni al lavoro per il fondo di solidarietà della Ue

L’AQUILA. Nel decreto del governo sull’emergenza sismica di sei mesi sono stati inseriti cinque comuni abruzzesi, ma non c’è ancora l’area del cosiddetto cratere sismico, che sarà delimitata in un momento successivo. Lo ha precisato ieri la Regione Abruzzo. Si tratta dei comuni di Montereale (2.633 abitanti), Capitignano (692), Campotosto (569), Valle Castellana (977) e Rocca S anta Maria (544), in totale 5415 abitanti. Per il momento, ha spiegato la Regione, questi comuni «hanno ottenuto soltanto il differimento del pagamento dei tributi», ma già da ieri, con la firma della prima ordinanza della protezione civile, possono avvalersi delle prime misure per l’emergenza, come la sospensione dei mutui o la contabilità speciale, i contributi per la prima sistemazione (vedi servizio in basso).

«Il Consiglio dei Ministri», ha spiegato la Regione, «non ha ancora definito la cosidetta “area del cratere” dei danni tecnicamente in accertamento ad opera del personale dei Comuni, della Regione e della Protezione civile; i Comuni che hanno riportato danni durante il sisma saranno coperti amministrativamente e finanziariamente per la ricostruzione dopo verifica puntuale da parte delle strutture competenti».

Intanto il Dipartimento della Protezione civile, nelle prossime settimane, in stretto raccordo con le Regioni coinvolte, coordinerà la predisposizione del dossier per richiedere l'accesso al Fondo di Solidarietà dell'Unione Europea (FSUE). Il Fondo, istituito nel 2012, è nato per rispondere alle grandi calamità naturali ed esprimere la solidarietà europea alle regioni colpite all'interno dell'Unione. Per ottenere il contributo del Fondo devono essere rispettati alcuni parametri in riferimento alla quota di prodotto interno lordo compromesso. La domanda di contributo deve essere inviata dal Paese richiedente alla Commissione entro 12 settimane a partire dal giorno dell'evento che ha provocato danni. Nello specifico, ogni Regione dovrà predisporre la documentazione riferita al proprio territorio, documentazione che verrà poi uniformata dal Dipartimento della Protezione civile per essere trasferita alla Rappresentanza Permanente d'Italia a Bruxelles che poi provvederà al successivo inoltro della richiesta alla Direzione Generale dell'Unione competente a valutare il fascicolo. La Commissione valuta la richiesta e, se questa viene accettata, propone l'ammontare dell'aiuto al Consiglio e al Parlamento europeo che devono darne approvazione prima dell'erogazione. Una volta erogato l'importo, lo Stato interessato è responsabile dell'utilizzo dei fondi e dovrà occuparsi anche della scelta delle operazioni da eseguire e dell'esecuzione delle attività di verifica e controllo. Le misure di emergenza possono essere finanziate retroattivamente a partire dal giorno in cui si è verificata la calamità.