“Stop the game”, un altro Comune in rete

2 Giugno 2015

Anche a Cepagatti il centro d’ascolto per prevenire e combattere la sindrome del gioco patologico

CEPAGATTI. È lotta aperta al gioco patologico a Cepagatti. Il Comune ha rilasciato il report dei primi 5 mesi di attività del progetto “Stop the game”: 46 chiamate al numero 333.9515430 attivato per i giocatori che intendono chiedere aiuto; 16 accessi allo sportello di ascolto, 5 di giocatori e 11 di amici e familiari; 290 visite al portale www.dipendenzagioco.org.

Promossa dall'amministrazione del sindaco Sirena Rapattoni, l’iniziativa di contrasto alla ludopatia è realizzata con l'associazione Collegamenti. «Il progetto consente di individuare e intervenire in tante situazioni complesse, emerse grazie allo sportello di ascolto» spiega Antonio Maccarone, psicoterapeuta. «Spesso, le famiglie non sanno come affrontare il problema e chiedono aiuto. Emblematico il caso di un’anziana che ha dilapidato il patrimonio, vendendo anche i gioielli di famiglia, per giocare a lotto e Gratta e vinci. I figli se ne sono accorti quando hanno ricevuto le telefonate di alcuni negozianti per i debiti della madre. Abbiamo raccolto la loro richiesta di aiuto, purtroppo la signora non riconosce ancora il problema e non si presenta allo sportello di sostegno. Il lavoro da fare è rendere questa persona consapevole della sua dipendenza e convincerla a cominciare un percorso terapeutico».

Una storia amara e paradigmatica quella della nonnina di Cepagatti vittima dell'attrazione irresistibile per le lotterie più o meno istantanee, simile a tante altre storie di ordinaria disperazione alle quali si assiste ormai quotidianamente in tutte le tabaccherie-ricevitorie, dove gli anziani fanno la fila per dare i numeri del lotto o per comprare le cartoline colorate che promettono soldi e mettersi subito a grattare e rigrattare alla ricerca della dea bendata. Una ricerca che da semplice svago per tanti diventa una schiavitù. Dal gioco al giogo, cullati dall’illusione della fortuna che cambia la vita.

«Esaminando i primi, dati possiamo constatare che dall’avvio del progetto il numero di accessi è rimasto costante, anche se permane un certo scetticismo da parte dei diretti interessati, cioè i giocatori» affermano le psicoterapeute Marianna Piccioni e Sara Di Giovanni. Pensiamo che ci sia ancora un sommerso che ha difficoltà a chiedere aiuto. È nostra intenzione mettere in campo tutte le strategie possibili per accrescere consapevolezza e la motivazioni al cambiamento di chi ha questa dipendenza».

«Il gioco è un nemico che s’insinua in maniera silente nelle famiglie, rovinandole psicologicamente ed economicamente» commenta l’assessore Camillo Sborgia, «dobbiamo contrastarlo con tutti gli strumenti a nostra disposizione. Organizzeremo incontri con i centri sociali e ci rapportiamo con altri Comuni per attivare una rete di prevenzione che coinvolgerà circa 100mila utenti». Il progetto “Stop the Game” si concluderà a dicembre.

©RIPRODUZIONE RISERVATA