Stornelli, l’ingegnere baby che ha creato una super moto

Da Celano alla Sapienza di Roma per guidare lo staff che ha realizzato Biga, la due ruote dei campioni Ha già vinto il titolo mondiale al “Motostudent”. E ora sogna di entrare in una grande scuderia del Gp
PESCARA. «Studiare ciò che ti ha sempre appassionato. A me è successo ed è il miglior augurio che possa fare a tutti gli studenti».
Così Giuseppe Stornelli, 26 anni, originario di Celano, inizia a raccontare l’esperienza di un gruppo di studenti della facoltà di Ingegneria dell'Università La Sapienza di Roma da lui coordinati e protagonisti di un progetto per la costruzione di un prototipo da corsa per una competizione internazionale, ovvero il “Motostudent”, campionato mondiale universitario finalizzato alla progettazione, produzione e messa in pista di un mezzo da corsa, categoria moto3.
DUE ANNI DI LAVORO. «La competizione è giunta alla sua quinta edizione», continua Stornelli, «ed il progetto della Sapienza è iniziato due anni fa con la formazione del team Sgrt (Sapienza Gladiators Racing Team) attualmente composto da quindici studenti provenienti dalle facoltà di ingegneria meccanica, aerospaziale, elettronica, gestionale e architettura con il costante supporto dei professori Antonio Carcaterra, Gianluca Pepe e Silvia Milana del dipartimento di ingegneria meccanica e aerospaziale dell’Università». C’era comunque da dare un nome alla moto che si stava progettando.
L’ANTICA ROMA. «Abbiamo deciso di chiamarla Biga, in onore della storia di Roma, magari considerando anche che ci troviamo vicino al Colosseo».
«Il kit di partenza, fornito dall’organizzazione della competizione ed uguale per tutti i team, comprende motore Ktm rc 250, pinze e pompe freno, cerchi e pneumatici mentre gli altri componenti, ovvero telaio, forcellone, piastre di sterzo, scarico, aspirazione, serbatoio, carene sono stati totalmente progettati e realizzati dal nostro team. Acquistate da ditte esterne, invece, sospensioni, elettronica e strumentazione principale».
IL MITO DI VALENTINO. Una passione, quella per le moto, che accompagna Stornelli praticamente da sempre. «Sono cresciuto con il mito del numero 46, ovvero il mitico Valentino Rossi e, dopo aver conseguito la maturità scientifica ad Avezzano, mi sono iscritto alla facoltà di Ingegneria con un sogno nel cassetto coltivato anche attraverso un master, a Bologna, sulla progettazione di una moto da corsa. Mio padre Antonio è appassionato di motori e ha sempre confortato le mie scelte al pari di mamma Emanuela che però, per prudenza, preferisce che il figlio si dedichi più alla progettazione piuttosto che alla guida».
TUTTI IN SPAGNA. La competizione “Motostudent”, si è svolta in due fasi: MS1 (circa 18 mesi) periodo di progettazione e realizzazione per poi passare a MS2 (circa 6 giorni) nella quale i vari team si sono incontrati sul circuito internazionale di Aragon, nel nord della Spagna.
«Questa seconda fase è stata caratterizzata da ispezioni visive, test statici e dinamici e, alla fine, dalla gara vera e propria», racconta ancora Giuseppe.
IN CIMA AL MONDO. L’evento conclusivo si è svolto dal 3 al 7 ottobre con la partecipazione di circa 60 team universitari suddivisi nelle categorie Petrol ed Electric. Sgrt ha partecipato come team emergente nella categoria Petrol piazzandosi all’ottavo posto nella classifica mondiale e primo al mondo nella categoria “Rookies”, ovvero un campionato interno alla competizione nel quale hanno gareggiato tutte le squadre che prendevano parte per la prima volta alla competizione.
«Abbiamo avuto dei problemi nei primi giorni e siamo stati costretti a sostituire il motore rimontando però alla grande, attraverso circa 20 sorpassi, dal ventinovesimo all’ottavo posto. Ed è stata davvero una grande soddisfazione».
IL SOGNO NEL CASSETTO. In tasca una laurea triennale in Ingegneria meccanica, specializzazione in corso d’opera per Stornelli che vive a Roma ma torna spesso a Celano. «La famiglia, gli amici e tutto un mondo al quale sono sempre molto legato. Cerco spesso di far ritorno a casa anche se ogni tanto mi fa piacere partecipare a qualche gara sulla pista del Mugello, di Vallelunga oppure di Misano. Per quanto riguarda il futuro più o meno immediato, alla Sapienza stiamo costituendo un nuovo team per creare una squadra corse e, personalmente, non posso che augurarmi di poter un giorno entrare a far parte di una importante scuderia di MotoGP. Magari italiana».

