Straccia, indagini sullo scambio di persona

6 Marzo 2019

Riparte l’inchiesta sullo studente morto nel 2011. La famiglia: «Roberto venne ucciso per errore da pregiudicati calabresi»

PESCARA. Ci sarà un supplemento di indagini per il caso di Roberto Straccia, il giovane studente universitario di Moresco scomparso da Pescara il 14 dicembre del 2011 in circostanze misteriose e ritrovato morto il 7 gennaio successivo nelle acque antistanti il litorale di Bari. Dopo le varie archiviazioni, finalmente si apre uno spiraglio per la famiglia del giovane che non si è mai data per vinta e che vuole a tutti i costi conoscere la verità sulla scomparsa del figlio e non ha mai accettato l'ipotesi ventilata nell'archiviazione di un incidente o addirittura di un suicidio.
LA CASSAZIONE Il legale della famiglia, l'avvocatessa romana Marilena Mecchi, era riuscita a ottenere una sentenza favorevole dai giudici della Corte di Cassazione, evidenziando nel suo ricorso un difetto tecnico relativo all'ultima archiviazione: la violazione del contraddittorio.
La famiglia, in sostanza, non era stata convocata davanti al gip in occasione dell'ultima decisione con la quale venne confermata l'archiviazione. E ieri il gip Bongrazio ha tenuto l'udienza, al termine della quale ha disposto l'invio del fascicolo alla procura per un prosieguo di indagini, così come aveva più volte sollecitato il legale dei genitori di Roberto Straccia.
PAPÀ COMMOSSO «C'è stata», ha detto l'avvocatessa Macchi, «una forte commozione da parte di Mario Straccia, il papà del povero Roberto. Per loro è un importante traguardo nel cammino per la ricerca della verità. Hanno sempre sostenuto che non lasceranno nulla di intentato per arrivare a capire che cosa accadde quella sera a Roberto». La difesa ha depositato al giudice anche una memoria, la stessa presentata ai giudici della Suprema Corte, con la quale si ribadisce la richiesta di ulteriori indagini in relazione all'errore di persona. Come si ricorderà, il legale della famiglia aveva chiesto alla procura di approfondire le indagini e soprattutto di ascoltare le dichiarazioni della fidanzata di un pentito di 'ndrangheta e lo stesso detenuto che, in una intercettazione ambientale nel carcere di Lanciano, proprio nel corso di un colloquio con la fidanzata, aveva ipotizzato il coinvolgimento della criminalità organizzata, parlando della scomparsa di Straccia.
PUNIZIONE Secondo quanto sosterrebbe il detenuto, Straccia potrebbe essere stato ucciso da alcuni pregiudicati calabresi, indotti in errore dalla foto pubblicata sul profilo facebook del ragazzo e dunque per la sua somiglianza con il figlio di un criminale anche andava "punito".
LE IPOTESI Una ipotesi che, per dovere di cronaca, va subito detto essere stata a suo tempo vagliata dalla procura e ritenuta, già nel 2016, «priva del benché minimo fondamento».
Adesso però la procura dovrà fare degli approfondimenti su questo versante. Aspetto peraltro già esaminato dai carabinieri che effettuarono a suo tempo le indagini. Quella sera del 14 dicembre 2011 Roberto Straccia era uscito dalla sua casa di Pescara, dove risiedeva per gli studi universitari, per andare a fare jogging e, secondo le conclusioni del magistrato inquirente, che seguirono approfondite indagini, lo studente potrebbe essere scivolato lungo il pontile del porto canale, dove fu ripreso l'ultima volta da una telecamera nelle vicinanze, o addirittura potrebbe essersi suicidato. Per la famiglia questa seconda ipotesi è impossibile e vuole quindi che si faccia piena luce su quel possibile errore di persona.
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