Strada inaugurata: 5 indagati «C’erano problemi strutturali»

8 Agosto 2020

L’inchiesta aperta per i lavori di potenziamento dell’accesso pescarese al versante della Maiella Coinvolti due dipendenti della Provincia, il direttore dei lavori, il collaudatore e il titolare della ditta

SCAFA. In cinque finiscono sotto inchiesta per i lavori di potenziamento dell’accesso pescarese al versante occidentale della Majella: un tratto di strada in località Pianapuccia del Comune di Scafa, che sarebbe stato aperto anche se «in presenza di problematiche strutturali e di sicurezza», come scrive la procura di Pescara nell'imputazione. Si tratta di due dipendenti della Provincia di Pescara (Ente che risulta comunque parte offesa), due professionisti e il titolare della ditta esecutrice dei lavori.
Vincenzo Zanzarella è il dirigente della Provincia di Pescara che sarebbe intervenuto nell'iter istruttorio dei lavori; Luciano Mancini, il Rup della stessa Provincia; Angelo Mancini il direttore dei lavori; Tullio Santroni il collaudatore dell'opera e Andrea Becci il titolare della ditta che eseguì i lavori. Tutti sono al momento accusati degli stessi reati che riguardano l'inadempimento di contratti di pubbliche forniture e, addirittura, attentato alla sicurezza dei trasporti.
Si parla di un tratto di strada che venne inaugurato il 22 settembre del 2018 e che subito avrebbe evidenziato delle problematiche strutturali delle quali nessuno disse nulla, fino a quando non arrivò una precisa denuncia presentata da un ex vigile urbano di Scafa, passato a lavorare in un altro Comune limitrofo. Negli ultimi giorni di servizio aveva segnalato, con tanto di fotografie, le criticità e lo stato dei luoghi della strada De Contra-Cusano. Nella sua denuncia si evidenziavano la presenza di buche profonde in più tratti, l'innalzamento del manto della strada, accessi abusivi non segnalati, frane che invadevano la strada e che obbligavano i veicoli a transitare solo su una corsia, mancanza di segnaletica adeguata e quella della pubblica illuminazione. Insomma, per una strada da poco inaugurata erano davvero tante criticità.
Ma il denunciante entrava anche nello specifico, riferendo che la strada era stata da poco collaudata e che si sarebbe dovuto tener conto del traffico di mezzi pesanti per la presenza di una cava nelle vicinanze, e quindi della tenuta del manto stradale. Una serie di rilievi che andavano a toccare anche la questione tecnica del come era stata realizzata quella strada e se erano stati utilizzati materiali adeguati. Parte l'inchiesta del sostituto procuratore Salvatore Campochiaro e vengono investiti delle indagini i carabinieri forestali del Nipaaf che eseguono una serie di approfondimenti sull’iter seguito per la realizzazione della strada (per la complessità del progetto si ritenne necessario coinvolgere una serie di enti sovraordinati con in testa la Regione Abruzzo e la Provincia) e sulle fasi che portarono al collaudo. Al termine di questa complessa indagine, i carabinieri forestali stilarono un lungo elenco di presunte anomalie, sottolineando come già nella fase della progettazione era evidente lo stato geomorfologico del sito su cui sarebbe sorta la strada, «un territorio fortemente interessato da frane e da forme morfologiche in forte evoluzione, tanto da prospettare opera di mitigazione del rischio (strutture drenanti e di sostegno)». E non ultimo l'inspiegabile motivazione che avrebbe portato la Provincia a utilizzare l'opera, prima del collaudo provvisorio. Anomalie che hanno portato il magistrato a decidere per un incidente probatorio per chiarire gli aspetti contrastanti dal punto di vista tecnico, dando così anche la possibilità alla Provincia e alla ditta esecutrice di nominare eventuali professionisti per esaminare il tutto, insieme al consulente. Ma per questo bisognerà attendere il 15 settembre, data fissata per l'udienza davanti al gip.
La perizia dovrà ricostruire la procedura amministrativa seguita per la realizzazione dell’opera, le fasi di esecuzione con tutto ciò che attiene agli aspetti autorizzativi, di controllo, di collaudo e apertura dell’opera al traffico veicolare, nonché eventuali irregolarità nella fornitura di materiali e stabilire anche lo stato attuale di quel tratto viario e se sussistono problematiche attinenti alla sicurezza. Una consulenza ad ampio raggio.
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