Strada parco, stop a bici e pedoni Multe a chi invade la corsia bus

5 Luglio 2024

In attesa del collaudo arriva la decisione dell’amministrazione comunale firmata proprio due giorni fa E scoppia la polemica. Pettinari: «Imposizione a spese dei cittadini». Angiolelli: «Un atto gratuito»

PESCARA. La filovia non c’è ancora, ma da oggi è come se ci fosse. Pedoni e ciclisti chiamati alle prove generali in vista dell’arrivo dei mezzi elettrificati sulla strada parco. Dovranno passeggiare e pedalare solo nella corsia laterale lato monti e sul marciapiede, ma non più sull’ampia via destinata al filobus. Lo ha stabilito l’amministrazione comunale con un’apposita ordinanza (la 667 del 3 luglio) in cui si «autorizza il transito esclusivo ai filoveicoli del trasporto pubblico locale (tpl) elettrificati con tecnologia innovativa», recita il testo pubblicato dal Comune.
Il gruppo consiliare Pettinari sindaco è già sulle barricate per «un’imposizione dall’alto» che viene ritenuta affrettata, non essendoci ancora il collaudo Anfisa sull’infrastruttura viaria né il completamento del periodo di formazione degli autisti Tua.
«Più che una regolamentazione è un’imposizione autoritaria che cade come una falce sui cittadini che normalmente si muovono in bicicletta e a piedi nel tratto centrale della città, che da oggi in poi saranno multati», le parole di Domenico Pettinari e dei suoi colleghi d'opposizione Massimiliano Di Pillo e Caterina Artese. «Da oggi», è la conclusione del gruppo di minoranza in consiglio comunale, «non si potrà più circolare in bici sulla corsia della strada parco e quindi prevediamo ulteriori intasamenti e incidenti per le restanti vie cittadine. Ribadiamo fortemente come e quanto questa visione di mobilità urbana sia miope e in controtendenza verso l’ipotesi di una grande città che guarda alla bellezza, al futuro, alla sostenibilità urbana, capace di accogliere i turisti».
Sull’argomento si è espresso anche Ivano Angiolelli del comitato “Strada parco bene comune”: «Un atto gratuito di protervia inusitata che la dice lunga sulla volontà del primo cittadino determinato all’instradamento “a tutti i costi” di un impianto filoviario antidiluviano che porterà ragionevolmente solo danni rilevanti al bene comune e alla stessa circolazione veicolare che si vorrebbe viceversa migliorare con l’avvento improbabile del filobus. L’attivazione dell’impianto semaforico su 19 intersezioni a raso ad alta densità di traffico, prescritta nella citata ordinanza, finirà inevitabilmente per peggiorare la qualità dell’aria che respiriamo».