«Strada Penne-Rigopiano, lavori bloccati»

Il consigliere regionale Pd Blasioli: tutto fermo nonostante gli annunci, si chiudano almeno le buche
PENNE. «Sono fermi, malgrado gli annunci, i lavori sulla strada provinciale 8 Penne-Farindola-Rigopiano. Mentre si sommano nuovi ritardi a quelli già accumulati, si provveda almeno al rifacimento degli asfalti nei tratti più critici». L’appello arriva dal consigliere regionale del Pd Antonio Blasioli.
«Lo scorso primo settembre il presidente della Provincia Ottavio De Martinis annunciava in pompa magna la ripresa dei lavori sulla strada provinciale 8 Penne-Farindola-Rigopiano», ha ricordato Blasioli, «affiancato dai sindaci, comunicava che la strada sarebbe rimasta aperta fino al 14 settembre sulla base delle richieste degli operatori commerciali e che dal giorno successivo il cantiere sarebbe stato ripristinato al fine di terminare i lavori entro maggio 2024». «Siamo ormai giunti al 24 novembre», ha detto il consigliere, «e non c’è traccia di operai al lavoro. Considerato l’arrivo della stagione invernale e le condizioni altimetriche dell’arteria, siamo sicuri che la strada per Rigopiano tornerà ad essere percorribile, come prospettato, a maggio 2024 senza penalizzare ulteriormente Farindola e Penne?».
«L’arteria in questione, lunga ben 19 chilometri», ha affermato, «costituisce infatti la porta di accesso orientale al Gran Sasso e viene quotidianamente percorsa da amanti della montagna, escursionisti, ciclisti, alimentando altresì la vocazione turistica del Comune di Farindola, noto per le bellezza paesaggistiche e le eccellenze enogastronomiche. La data di inizio lavori annunciata da De Martinis è stata con ogni evidenza disattesa e abbiamo il timore che serviranno molti più mesi per tornare a fruire in sicurezza della strada provinciale 8, andando ad aumentare l’ingente ritardo già accumulato dalla Provincia di Pescara».
«Ricordiamo, infatti», ha concluso, «che l’opera è stata finanziata con fondi Masterplan dalla precedente giunta regionale di centrosinistra nel lontano 2016 e che i lavori, aggiudicati nell’ottobre 2021, sono iniziati solo un anno dopo. Interventi che tra l’altro avrebbero dovuto concludersi in 365 giorni, terminando quindi ad inizio 2023, mentre ora rischia di essere vanificata persino la promessa di fine lavori a maggio 2024».

