Strade distrutte dopo la pioggia ancora allagata l’area artigianale

Dopo 24 ore di tregua le traverse della lungofiume restano sommerse dall’acqua Asfalto a pezzi tra buche e crepe. Tombini otturati ai piedi della collina: il fango arriva in centro
MONTESILVANO. Due giorni di pioggia, neanche ininterrotta. È bastato questo a distruggere le strade di Montesilvano: buche e crepe, tombini otturati e zone allagate. Questa la cartolina della città, ieri, una giornata in cui non ha piovuto quasi per niente. Tra le zone maggiormente colpite, ci sono quelle dietro alla pineta di Santa Filomena, la collina che digrada verso via Verrotti e il lungofiume con l’area artigianale e industriale. Montesilvano è una città che va in tilt alla prima pioggia.
I residenti della zona dietro la pineta sono abituati a convivere con gli allagamenti. Stessa cosa gli abitanti della collina: fango e pietre, come al solito, sono arrivati alle porte di corso Umberto, passando per via Tommaseo e via Marrone, e di via Vestina. Su questo versante, i detriti provenienti dalla collina, passando su strada comunale della Fonticella, sono arrivati in via San Gottardo: all’in crocio, un tappeto di fanghiglia e pietrisco. Strada della Fonticella, già distrutta da anni di precipitazioni, è ancora più costellata di crepe: ormai l’asfalto della carreggiata si restringe sempre di più e quando si incrociano le auto di chi scende e di chi sale è un problema. Sulla pulizia dei tombini protestano i residenti di via San Gottardo, nella zona all’incrocio con via San Pio da Pietrelcina: «Il tombino è pieno di fango e sulla terra bagnata c’è cresciuta anche l’erba. È il segno che la pulizia dei tombini, almeno da queste parti, non si fa da tempo».
Non è arrivata la piena del Saline ma la zona del lungofiume si è allagata lo stessso: le traverse che immettono alla lungofiume, via Fiume Samara, via Egitto e via Libia, sono state allagate anche ieri dopo 24 ore senza pioggia: è il segno che il sistema fognario della zona non tira. Pozzanghere lunghe decine di metri e discariche a cielo aperto, con frigorigeri, condizionatori e televisori ancora più lunghe: così si accede all’area artigianale e industriale di Montesilvano. Addentrandosi tra le fabbriche ancora aperte, si passa tra le buche: è così in via delle Fabbriche.
L’asfalto della strada lungofiume è sempre più una groviera: a ogni pioggia, il Comune manda gli operai con i sacchi di asfalto a freddo ma il traffico della strada, ormai uno snodo strategico tra la circonvallazione e il casello autostradale di Città Sant’Angelo, è troppo sostenuto e le toppe saltano in poco tempo. Stessa storia in via Fosso Foreste, un’altra via di collegamento tra circonvallazione e autostrada: dei lavori, previsti durante l’amministrazione Cordoma, si è persa ogni traccia. Forse, saranno fatti insieme alla parte finale del ponte sul Saline: ci sarà da aspettare almeno un altro anno.
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