Strade piene di buche: 500 firme per fare i lavori

22 Agosto 2018

Iniziativa organizzata da una ragazza che abita nel quartiere Villa del Fuoco «Da via Stradonetto a via Aterno, il Comune intervenga per ripararle»

PESCARA. Partire dalla riqualificazione delle strade. Può essere un primo passo, se si vuole pensare al risanamento del quartiere Villa del fuoco, di cui si è tornati a parlare dopo la maxi rissa in strada di dieci giorni fa in cui è rimasto gravemente ferito un nigeriano. E proprio puntando sulle strade alcuni ragazzini residenti in questa porzione di città si sono dati da fare per chiedere al Comune una viabilità migliore. E in venti giorni hanno organizzato tutto. Su iniziativa di Federica D’Antonio, una studentessa del liceo che ha appena 16 anni e la determinazione di un adulto, hanno raccolto circa 500 firme per sollecitare la sistemazione del manto in «via Stradonetto, via Tavo, via Sacco e via Aterno» perché «le buche ci distruggono le biciclette». Una volta messe insieme le firme, Federica le ha consegnate personalmente in Comune, rivolgendosi al vice sindaco Antonio Blasioli. Ma ne ha parlato anche con il sindaco Marco Alessandrini, che ha incontrato e fermato per «segnalare» la situazione di alcune arterie, «dove le ruote delle nostre biciclette si spaccano». E ora la giovane promotrice della petizione attende fiduciosa che vengano effettuati i lavori nella zona in cui vive, difficile da attraversare non solo per le due ruote ma anche per scooter e auto a causa di avvallamenti, rattoppi e buche.
Per Blasioli quella di Federica e compagni è una delle «iniziative di buona volontà» partire dal quartiere: un «esempio virtuoso» che, insieme ad altri, può servire «a vincere la battaglia» del riscatto della zona. E proprio Blasioli è stato promotore dei lavori avviati di recente su un tratto di via Aterno.
Federica non si aspetta di «risanare il quartiere», come spiega lei stessa, ma riqualificare il manto stradale può essere una «piccola parte», dopodiché «si dovrà pensare alla sistemazione dei parchi», ad esempio. Con questa dinamica e brillante 16enne si sono attivati, per la raccolta di firme, i suoi amici Simone Marchetti, Lorenza Febo e Francesca D’Agostino, che hanno bussato a tutte le porte e registrato «la disponibilità dei più giovani ad aderire alla petizione. I più anziani, invece, sembravano abbastanza titubanti e alcuni anche scettici perché ritengono che sia solo una perdita di tempo».
«Ci spiace vedere la nostra zona abbandonata», dice la studentessa che si muove in bici «anche con la neve». E quindi ha deciso di «fare qualcosa» personalmente per la zona in cui è cresciuta e che la sua famiglia non intende assolutamente lasciare, anzi. Lo ha fatto perché i suoi genitori, «che sono entrambi scout», le hanno insegnato che «quando c’è un problema bisogna rimboccarsi le maniche». E oggi questa ragazzina sveglia e molto attiva diventa un modello per la comunità. Non le piace che «alcune strade vengano sistemate quando c’è Ironman, la gara di triathlon, mentre noi dobbiamo usare il tosaerba per ripulire i marciapiedi dalle erbacce. E in alcuni punti non passano né i carrozzini per bambini né le carrozzine per disabili». Federica si sofferma anche sulla forte presenza nel quartiere di rom e stranieri, protagonisti di una rissa che si è verificata la sera del 12 agosto tra via Lago di Capestrano e via Tiburtina. La 16enne non ci vede niente di strano. È «normale», ma ha notato che alcuni amici «hanno paura a venire da me, pensano che questo sia il Bronx».
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