Strade rotte dai lavori per la fibra Masci: «Chiederò i risarcimenti»

11 Maggio 2023

L’ira del sindaco nei confronti delle imprese che hanno effettuato le opere per posizionare i cavi ottici Distrutti impianti elettrici e tubature dell’acqua. «Sono interventi vergognosi di ditte mercenarie»

PESCARA. Buche nell’asfalto. Tubature dell’acqua rotte. Grovigli di cavi elettrici. Scarichi fognari spaccati. Sono i danni causati un po’ in tutta la città dai lavori per la fibra. A sostenerlo è stato ieri Carlo Masci in un post su Facebook in cui ha espresso tutta la sua ira nei confronti delle imprese che hanno effettuato gli interventi in passato. E ora il sindaco minaccia di richiedere i danni alle società telefoniche che hanno realizzato le opere.
«A Pescara», ha detto il primo cittadino, «le imprese mercenarie che, in passato, hanno fatto i lavori sotterranei di posizionamento delle fibre per conto delle società di servizi di telefonia, forti delle loro autorizzazioni nazionali, hanno fatto interventi vergognosi senza tenere conto dell’esistente, passando dentro reti fognarie, tagliando radici di alberi, rompendo tubature dell’acqua».
Il sindaco ha usato parole forti nei confronti delle imprese. «I risultati di questa improvvisazione delinquenziale», ha affermato Masci, «sono i continui cedimenti fognari, le buche stradali, le perdite d’acqua, con danni evidenti che si ripercuotono sulla vita dei cittadini». Il primo cittadino ha fatto anche un esempio. «Ieri, su viale Marconi», ha rivelato, «ne abbiamo avuto un altro chiaro esempio. Il manto stradale ha ceduto perché le lastre carrabili della rete fognaria si sono spaccate. L’Aca è prontamente intervenuta trovando un groviglio di fibre della Telecom, collocate proprio dentro le lastre di cemento attraverso il taglio del ferro che le rinforzava».
Da qui, la minaccia di chiedere i danni alle aziende responsabili. «Ovviamente», ha fatto presente il sindaco, «chiederemo conto alle società dei danni causati, come facciamo con tutte le società dei servizi che operano nella nostra città che inseguiamo costantemente per contestare i lavori, quando non sono fatti a regola d’arte».
Poi, Masci ha risposto alle polemiche sollevate da alcuni residenti di viale Marconi per il cedimento del manto stradale. «A proposito», ha osservato, «poiché il cedimento si è verificato su viale Marconi, i soliti odiatori del web non hanno perso occasione per aggredirmi verbalmente sui social con parole e frasi che attestano il loro livello di civiltà, senza conoscere le motivazioni, addebitandomi direttamente la responsabilità di lavori fatti da società nazionali, ben prima del mio insediamento, che hanno comportato il cedimento dell’asfalto in superficie come se la conseguenza fosse la causa».
«Una cosa è certa», ha aggiunto Masci, «in questa stagione amministrativa, le società di servizi sanno perfettamente che chi causa danni alla città la risarcisce in maniera congrua e che i lavori effettuati dai loro appaltatori arrembanti e incuranti del valore dei beni pubblici saranno passati al setaccio».
A scatenare le proteste del sindaco è stato un post pubblicato sempre su Facebook dal comitato cittadino Salviamo viale Marconi, in cui è stato segnalato, con tanto di foto, una pericolosa buca nel manto d’asfalto dell’arteria stradale. Durissimi i commenti contro Masci pubblicati sotto il post da parte di alcuni cittadini. «Ma come fate a non comprendere la genialità del nostro amato primo cittadino», ha scritto ironicamente un residente, «sotto il buco la metropolitana e sopra tornei internazionali di golf. E Pescara si conferma la città più europea...del Ghana». «Neanche qui passava il Giro d’Italia?», ha chiesto un altro cittadino. E ancora: «Il sindaco che affonda Pescara amandola con un abbraccio mortale»; «Il boulevard di Pescara»; «Viale Marconi dovrebbe cambiare nome in via della Buca»; «Ma no, è il cantiere per la metropolitana, tutto regolare»; «Più che Salviamo viale Marconi sta diventando Salviamoci da viale Marconi». «In tutte le strade buche pericolosissime, quando ci scappa il morto con i motorini vedremo».