Strage di cani ad Alanno: avvelenati trenta animali

Fattore rivela: «Da un anno i bocconi killer sono abbandonati nelle contrade» Pronto un esposto per Asl e Forestale: già raccolte le testimonianze dei proprietari
ALANNO. È una strage che va avanti da un anno. Le vittime sono almeno una trentina di cani, sia domestici che randagi, avvelenati nelle contrade di Alanno, l’Oratorio, Fonte Vecchia e Località Case. Si tratta di zone abbastanza estese e coperte da vegetazione boschiva e, proprio per questo, frequentate anche da cercatori di tartufi. Una strage silenziosa, perpetrata con la somministrazione di bocconi avvelenati. È accaduto anche negli anni scorsi, ma in maniera meno cruenta e senza che nessuno l’abbia mai denunciato. Oggi invece a prendere le difese degli animali si fa avanti una cittadina amante degli animali e attivista del M5s, Fabia Fattore, che ha già preparato un esposto da presentare alla Asl di Pescara, alla polizia municipale di Alanno e al comando del corpo forestale dello Stato di Caramanico Terme. Il periodo di cui si hanno date certe di rinvenimento di animali avvelenati va dai primi mesi del 2015 fino a oggi. «Questa agghiacciante situazione, purtroppo», afferma la Fattore, «continua ad essere una macchia considerevole dell’immagine della nostra civiltà, ormai senza principi morali e rispetto per “coloro” i quali rendono speciale la nostra vita». Molti proprietari non hanno mai denunciato il caso, poiché i loro cani erano sprovvisti del microchip, il codice di identificazione del proprietario, che viene applicato al collare dell’animale dopo che sono state accertate ufficialmente le sue sane condizioni di salute. Detenere infatti un cane senza chip comporta sanzioni pesanti. Altri invece, in perfetta regola, dopo aver raccolto il proprio amato cane, hanno chiesto l’accertamento del decesso ed è venuto fuori che la causa dipendeva da avvelenamento. «Non capiamo il perché di un tale accanimento», riprende Fattore, «nei confronti di innocui animali che vagano liberi nel territorio. Spero che le autorità competenti possano far luce sul caso e rintracciare anche i responsabili».
La Fattore ha confezionato un dossier, raccogliendo foto e testimonianze dei proprietari dei cani che da un momento all’altro non hanno visto tornare il proprio Fido a casa facendo scattare allarmi e ricerche. «Allegherò il tutto al mio esposto», annuncia la Fattore, «che non ha solo l’obiettivo della denuncia, ma vuole essere anche un modo per richiamare al rispetto degli animali. Confido anche che il caso arrivi alla Lega di protezione animali e ci si attivi per la loro salvaguardia».
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