Strali sul Francamarket la moneta di Di Renzo

27 Maggio 2016

Luciani ironizza sull’iniziativa del conio di un nuovo mezzo di pagamento «Trovata fantasiosa». Il candidato sfidante: «Si aggiorni, la progettano ovunque»

FRANCAVILLA. Stefano Di Renzo inventa il Francamarket, e fa subito rumore. Nel programma elettorale del candidato sindaco delle liste civiche del centrosinistra c'è una idea presa subito di mira dal sindaco uscente e suo oppositore Antonio Luciani. L'avvocato delle civiche afferma che il suo è un progetto «che se realizzato renderà la città un esempio per tutta la regione». L'iniziativa del “conio” di un nuovo mezzo di pagamento, il Francamarket appunto, è inserita nel programma del candidato ed è venuta fuori lunedì nel confronto tra candidati sindaci tenuto nella redazione del Centro.

«Il Francamarket dimostra che poiché di Renzo sa che non sarà mai sindaco di Francavilla si può permettere di scherzare, beato lui! Noi invece dobbiamo essere seri, concreti e soprattutto più realisti del re. Non vorremmo che più realisti del re sembrasse a Di Renzo un altro gioco. Il suo è il Monopoli, ci sembra evidente. Per fare le cose per chi ha bisogno, per chi ha problemi, per i cantieri, per il turismo ci vogliono soldi veri e non le favole o le trovate, ma Di Renzo questo forse lo sa. E comunque sapremo dalle urne se le sue idee finte o copiate produrranno il consenso dei cittadini».

Ma Di Renzo ribatte e spiega: «L'avvocato Luciani ironizza sui Francamarket, dandomi l'opportunità di spiegare questo strumento innovativo che abbiamo in programma per sostenere i bisognosi abbassando le tasse agli esercizi commerciali di Francavilla», dice. «Noi trasferiremo in beneficenza ai meno abbienti buoni speciali per fare acquisti in negozi di un circuito convenzionato. Dopo essere stati spesi i Francamarket si trasformeranno in bonus fiscali per i commercianti». Un aiuto a chi compra ma anche a chi vende, un'idea che evidentemente non è piaciuta al sindaco uscente, che ribadisce che la sua amministrazione «ha sopperito alle esigenze del sociale con i fondi stanziati per il sociale, altro che soluzioni fantasiose». Ma Di Renzo non ci sta, e precisa: «Il Francamarket tradotto vuol dire meno tasse per chi aiuta chi è in difficoltà economica. Noi abbiamo idee chiare e innovative e il coraggio di metterle in pratica. Luciani si informi e legga il nostro programma. Qualcosa di simile è già avvenuto in Sardegna, con 2500 imprenditori che pagano stipendi e acquistano beni col Sardex: moneta parallela all'euro. Si tratta di un circuito in cui le aziende dell'isola,con una unità di conto digitale, hanno la possibilità di sostenersi a vicenda, finanziandosi reciprocamente senza interessi. A Varese e Torino si lavora per introdurre il Bosino e il Taurino, “monete” da utilizzare su base volontaria per scambiare beni e servizi, e in Sicilia è in cantiere la valuta elettronica complementare Tarì».

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