Strappo nella Lega, Cilli: «Un partito senza dialogo»

24 Ottobre 2018

Montesilvano. Sfogo del consigliere messo da parte dai vertici regionali e provinciali «Chiedono solo di obbedire, strategie agli antipodi rispetto alla linea del partito»

MONTESILVANO. È sempre più netto lo strappo tra i due gruppi consiliari che si riconoscono entrambi negli ideali della Lega, ma che a livello locale sono più distanti che mai. Su un versante Aurelio Cilli, Stefano Di Blasio e Mauro Orsini che, per primi, hanno portato il simbolo del Carroccio a Palazzo di Città, ma che oggi non hanno più la benedizione dei vertici regionali; sull’altro, hanno appena ufficializzato la loro presenza nella Lega Salvini Premier i consiglieri Angelita Palumbo, Corrado Di Battista e Adriano Tocco e gli assessori Ottavio De Martinis ed Ernesto De Vincentiis. Dopo i chiarimenti del segretario regionale Giuseppe Bellachioma e del commissario provinciale Gianfranco Giuliante, a esprimere il proprio punto di vista è il consigliere Aurelio Cilli, capogruppo di Lega Montesilvano ed ex assessore provinciale di Forza Italia: «Ho creduto sinceramente a un partito che valorizzasse la militanza, la piena adesione ai suoi valori e convinzioni politiche e con entusiasmo ho creato un gruppo consiliare a Montesilvano», commenta. «Oggi so che, almeno a livello locale, queste aspettative erano vane. Vedo un partito che a livello locale mette dentro chiunque pur di fare numero, di contare dal punto di vista quantitativo, tralasciando convinzioni e ideali politici». Cilli stigmatizza poi l’atteggiamento dei dirigenti locali che hanno parlato di «fantomatici scontri o aut aut avuti con il mio gruppo. In tutta onestà, io, lealmente, nel momento in cui ho avuto da ridire su scelte dubbie portate avanti dalla Lega a Montesilvano, ho correttamente chiesto un confronto, un dialogo sereno e costruttivo in cui condividere strategie e direzioni, nel pieno rispetto dei ruoli. Beh, sono tre mesi che il coordinamento rifiuta un incontro limitandosi a ordinare di “obbedire” in silenzio». Il consigliere si dice poi pronto a mettere da parte il proprio impegno, ma non è disposto a tacere di fronte alle scelte di un partito «che dimostra di non essere in grado di dialogare con trasparenza e schiettezza con i suoi militanti». Chiarimenti da parte del consigliere anche in merito al presunto aut aut lanciato dal gruppo Lega Montesilvano per la scelta di un candidato montesilvanese per le elezioni regionali. «È vero che il mio gruppo aveva intenzione di chiedere un candidato del nostro territorio, un candidato di peso e non di servizio. Una richiesta più che legittima, ma che non è mai stata posta in termini di aut aut, anche perché non ci è mai stata data l’opportunità di parlarne di persona».
Cilli si dice poi amareggiato per aver creduto che era solo fumo negli occhi. «Il coordinamento regionale, provinciale e cittadino della Lega forse dovrebbe spiegare come mai», chiosa Cilli, «si ritrova al fianco di un’amministrazione che porta aventi scelte e strategie agli antipodi rispetto alla linea del partito».