Strisce cancellate o in curva Quanti rischi per i pedoni

11 Maggio 2018

Dalla rotonda Paolucci a Porta Nuova, ecco gli attraversamenti più pericolosi

PESCARA. Quattro persone investite in un solo giorno, due giorni fa. Un record. Asfalti che cedono e si liquefanno sotto i piedi creando voragini sparse sulle strade cittadine. Strisce pedonali sbiadite, inesistenti o posizionate in punti della carreggiata altamente a rischio per l’incolumità. Quando le strisce pedonali diventano un pericolo per i cittadini che le oltrepassano. Da nord a sud, in città, i passaggi zebrati sono posizionati in alcune zone strategicamente a rischio: svoltato l'angolo di una strada, intorno alle rotatorie e troppo vicini agli incroci, in piena curva.
Uno dei punti dove è maggiormente richiesta la prudenza degli automobilisti è il curvone della Madonnina. Qui, nel tratto di strada che collega il mercato ittico al ponte del Mare, il passaggio dei pedoni avviene su un pezzo di asfalto dove pallide macchie biancazzurre indicano quello che un tempo doveva essere un attraversamento.
Poco più su, in direzione del Comune, alla rotatoria che separa via Paolucci dal lungofiume dei Poeti, si stende il ricordo di una striscia pedonale che viene attraversata per lo più dai ciclisti in transito sulla pista ciclabile.
La stessa che attraversa il lungofiume dei Poeti e sale fino al ponte Flaiano. Qui è richiesta, da parte di automobilisti, ciclisti e pedoni, una buona dose di buon senso.
L'"inchiodata" con l'auto è la regola davanti alle strisce posizionate a scavallo tra la fine delle rampe e le arterie stradali che si dipanano in tutte le direzioni dalla rotonda con la vela. Pasquale, un ciclista pescarese, arriva da Porta Nuova. La salita del tratto di pista ciclabile è faticosa. Si blocca sulle strisce rosse e bianche in attesa dello stop delle auto e analizza: «Le strisce devono essere condivise con buon senso da tutti, ciclisti, pedoni e automobilisti. Nessuno deve pensare di avere la precedenza solo perché va di fretta. Il rispetto dell'altro, e la buona educazione, possono salvare la vita». Il giro prosegue in discesa, verso la rotatoria di fronte alle Torri Camuzzi. Le strisce, la cui vernice a tratti resiste, sono posizionate perpendicolarmente tra via Aterno e via Saline.
«Qui, il rischio di essere investiti è alto», dicono Christian e Fabiola, che solitamente girano con i pattini su quelle strade «perché le vetture che arrivano dal ponte, scendono a forte velocità all'incrocio di fronte alle Torri Camuzzi, seminascosto dalla curva».
La soluzione? «Eliminare queste strisce perpendicolari e spostarle su via Aterno».
Attraversando Porta Nuova, si arriva in zona tribunale. Concetta Pierorazio percorre spesso in bicicletta quello slargo degradato che collega via Misticoni a via Antonio Lo Feudo. «Questa strada è micidiale- commenta la residente che abita nelle vicinanze- uno di questi giorni beccherò una buca e ruzzolerò per terra».
Talvolta la signora imbocca via Lo Feudo da via San Francesco d'Assisi, nello stesso senso di marcia delle automobili: «Lo so, è pericolosissimo, ma è l'unico pezzo di strada senza buche».
Altri punti caldi sono intorno alle rotatorie, nella zona universitaria. A nord della città, azzardato è l'attraversamento delle strisce, totalmente cancellate, tra via Leopoldo Muzii e viale Regina Margherita (dove però sono in corso gli interventi di rifacimento dei marciapiedi lato sud e della pista ciclabile lato nord), in direzione mare-monti. La vernice bianca sui tratti zebrati resiste nella parte finale di viale Muzii, verso il mare. Altro punto critico è tra via Milite
Ignoto e piazza San Francesco, con le strisce che si attaccano alla piazza con i candelotti bianchi. Davanti alla rotonda Paolucci un anziano signore tenta l'attraversamento, stando bene attento a dove mette i piedi su quel che rimane di una striscia rossa e si guarda attorno per capire se è al riparo dalle auto in transito verso via Cavour.
Completamente cancellata la striscia gialla alla fermata del bus su viale Kennedy, all'altezza del liceo artistico Misticoni. Mancando il riferimento che delimita la fermata, il parcheggio selvaggio degli automobilisti indisciplinati si registra a tutte le ore del giorno. Infine, sul viale della Riviera, in direzione Montesilvano, davanti al lido Pinalba, le strisce si intravedono sulla pista ciclabile scorticata.