Striscione contro i dirigenti la rabbia degli operai Brioni

18 Giugno 2016

Sul recinto dello stabilimento di Montebello spunta la scritta «Vergognatevi» Cresce la delusione tra i dipendenti preoccupati per i 70 esuberi e i tagli all’orario

PENNE. “Ciucc e presuntus, vergognatevi, competenza zero». Così recita uno striscione esposto nelle sera tra mercoledì e giovedì sulla recinzione dello stabilimento Brioni di Montebello di Bertona. I destinatari del messaggio sono le più alte cariche dirigenziali e professionali della maison d’alta moda vestina, tutte esplicitate con le iniziali: A.P. (Angelo Petrucci); M.M. (Mario Morelli), N.D (Nicola Di Marcoberardino), A.D.Q. (Adriano Di Quinzio) e G.F. (Gianluca Flore).

Nonostante il numero degli esuberi sia stato drasticamente ridotto in questi mesi, tra molti operai serpeggiano ancora malcontento e delusione per gli sforzi che hanno dovuto e dovranno accettare per mantenere il lavoro. Con la mobilità volontaria in questi mesi sono usciti oltre 130 lavoratori dalla fabbrica, accettando gli incentivi da 16 mila a 32 mila euro a seconda del proprio orario di lavoro.

Altri 111 dipendenti hanno accettato la riduzione di orario pur di mantenere il posto. Nel tavolo di lavoro che si è tenuto martedì al Mise (Ministero dello sviluppo economico) al quale hanno preso parte i dirigenti Brioni guidati dall’amministratore delegato Gianluca Flore, i rappresentanti delle varie sigle sindacali dei lavoratori, i funzionari del ministero e il vicepresidente della Regione Abruzzo Giovanni Lolli, si è prolungata fino a fine luglio la mobilità volontaria.

In esubero ci sarebbero ancora 70 dipendenti, un numero esiguo se paragonato agli oltre 400 previsti lo scorso febbraio da Brioni, ma che tiene ancora in ansia molte famiglie.

«Torneremo al Mise alla fine della procedura di mobilità volontaria per capire quali strumenti si possano utilizzare. Il contenimento degli esuberi, rispetto ai numeri iniziali, è solo merito dei lavoratori che attraverso la riduzione di orario, i verbali di conciliazione e l’accordo di flessibilità, hanno permesso di ottenere questo risultato», sottolinea Leonardo D’Addazio della Femca Cisl. Per i vertici della Brioni (dal 2012 parte della holding francese Kering) la riduzione dei lavoratori si è resa necessaria per far fronte alla sovraccapacità produttiva e alle difficili condizioni di alcuni mercati, in particolare quelli russo e americano.

Il 15 giugno i lavoratori dei tre stabilimenti sono stati chiamati a votare il nuovo orario di lavoro che inizierà tra settembre e ottobre. L’affluenza è stata di circa il 90 per cento degli aventi diritto. Negli stabilimenti di Penne e Civitella Casanova è stata scelta l’ipotesi 7-13:52 dal lunedì al venerdì, mentre a Montebello è stato votato un orario che va dal lunedì al giovedì, dalle 8 alle 17:16.

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