Stroncato dalla meningite: controlli a tappeto della Asl

Sottoposti a cure familiari, amici, colleghi di lavoro e i clienti di una discoteca
PESCARA. Ucciso da una meningite fulminante a soli 21 anni.
Andrea Montebello, cassiere in un supermercato di Montesilvano ma residente a Città Sant’Angelo, è rimasto otto ore nella Rianimazione dell’ospedale di Pescara, prima di morire, all’alba (erano da poco passate le cinque) del 1° maggio. Il ragazzo è stato colpito da una forma meningococcica molto aggressiva col nome scientifico di “Neisseria meningiditis”. Si tratta di una patologia trasmissibile che ha scatenato una psicosi generale tra tutti coloro, potenzialmente a rischio di contagio, che erano entrati in contatto diretto col giovane nelle ore e nei giorni precedenti. La malattia, che presenta i sintomi della febbre, cefalea e dolori addominali, ha una incubazione di circa 7 giorni.
Il manager Asl Armando Mancini ha immediatamente istituito una unità di crisi per la profilassi e avviato una inchiesta epidemiologica, in collaborazione con l’Istituto superiore di Sanità e con l’ospedale Meyer di Firenze, per rintracciare l’origine del ceppo letale, forse isolato nel 2015 in Toscana, ma è ancora tutto da accertare. Per la risposta ci vorranno due o tre giorni, avvertono i vertici sanitari.
Nel frattempo familiari, amici più intimi e colleghi di lavoro, sono stati sottoposti a profilassi farmacologica con antibiotici che ne hanno azzerato il rischio di contrarre la malattia. La tipologia dei medicinali da somministrare, con l’aiuto dei medici di base, è stata pubblicata sul sito della Asl per informare la popolazione sulle azioni da intraprendere. Non corrono «alcun rischio» i frequentatori del supermercato di Montesilvano dove il giovane lavorava. L’allarme per un potenziale contagio ha fatto il giro dei social e immediatamente dopo la notizia del decesso del 21enne (frequentatore di un locale in via dei Peligni, dove si era recato con gli amici anche il sabato precedente) centinaia di persone si sono rivolte al 118 per avere informazioni. Presa d’assalto anche la guardia medica di Città Sant’Angelo, cittadina dove il ragazzo risiedeva nel quartiere popolare di via Torrette, zona Alzano, e il pronto soccorso dell’ospedale pescarese dove si sono recate oltre 30 persone per sottoporsi a profilassi. I vertici sanitari e del reparto Infettivi invitano la popolazione alla calma. Si tratta di un caso isolato, non ci sono allarmi di epidemie, sintetizzano dall’azienda sanitaria. Andrea Montebello era arrivato al pronto soccorso in condizioni molto critiche alle 21 di martedì. La diagnosi è stata immediata: sepsi meningococcica.
Trasferito nel reparto di Malattie Infettive, diretto da Giustino Parruti, il giovane è stato affidato alle cure della dottoressa Augusta Consorte, responsabile dell’unità sepsi, uno dei massimi esperti di tali patologie, e sottoposto a infusioni di cortisone, antibiotici e farmaci innovativi come l’immunoglobina B.
«Eravamo già pronti da tempo con questo protocollo» ha spiegato Parruti, «ci siamo attivati da parecchio per far fronte ad eventuali emergenze da meningite dopo i casi di Toscana, Campania e Sardegna. Il ragazzo era lucido e partecipativo, abbiamo fatto l’impossibile, ma il suo sistema immunitario non ha risposto adeguatamente alle cure. Grande è stato il nostro sconforto. Difficile capire da cosa possa essere stata scatenata una simile virulenza» che colpisce la gola in molti casi «stiamo studiando il ceppo per bloccarlo. I campioni inviati al Meyer e all’Istituto superiore di sanità ci daranno la risposta entro qualche giorno. Se risulterà essere un ceppo particolarmente virulento, sarà attivato uno speciale protocollo che prevederà un’ampia vaccinazione, in tempi e modi da definire». Per il momento l’appello alla comunità è: niente panico, tutto sotto controllo. Si tratta di un «caso sporadico, non creiamo allarmismi». Rossano Di Luzio è il direttore sanitario incaricato di seguire i lavori dell’unità di crisi composta da Consorte e Parruti per gli Infettivi e dalla dottoressa Graziella Soldato del centro servizi Epidemiologici. Sui social sono apparsi messaggi di clienti del supermercato Tigre di via Sciesa a Montesilvano dove il ragazzo lavorava da 2 anni come cassiere, preoccupati per eventuali contagi. Di Luzio ha spiegato che il «batterio non è resistente all’aria», per cui può avere «una durata di qualche ora, poi sparisce». Il centro commerciale è rimasto chiuso al pubblico nella giornata del primo maggio. Questa condizione avrebbe provocato, quindi, una sorta di sanificazione naturale. Dunque, i «clienti non corrono alcun rischio» rassicura Di Luzio. Gli antibiotici vengono prescritti dai medici di famiglia. Federfarma ha riscontrato un lieve aumento di antibiotici distribuiti nelle farmacie: «Solo qualche richiesta in più nella giornata di mercoledì» ha precisato il presidente dell’associazione dei farmacisti, Fabrizio Zenobii.

