Studenti al servizio dei disabili

Gli alunni del Ravasco operatori per una settimana alla Fondazione Paolo VI
A scuola… di vita: si potrebbe definire così l’esperienza di alternanza scuola-lavoro realizzata in questi giorni dagli studenti della classe IV del liceo delle Scienze umane dell’Istituto "Eugenia Ravasco" di viale Bovio. Per una settimana, 16 studenti sono diventati operatori della Fondazione Paolo VI di Pescara, coordinata dalla dottoressa Nicoletta Verì, che si occupa di disabili.
Niccolò Cazzaniga, Stefano Chiavaroli, Letizia Faieta, Elisa Fiadino, Luz Andrea Montanino Monaco, Claudia Morelli, Mariagiovanna Natale, Ilaria Odasso, Stefano Santarelli, Jasper William Ebo Taylor, Gianlorenzo Tomassini, Antonio Valerioti, Magdì Nicoletta Emil Vecchiet, Stefano Fraioli e Mattia Iorillo hanno sostituito per un po’ banchi e aule di scuola con i centri della Fondazione (centri riabilitativi Tabor, Paolo VI e Adriatico). Via libri e quaderni e spazio agli incontri con uomini, donne e ragazzi con vite diverse dalle loro, ma in grado di toccare le corde più profonde del loro animo. Attività di accoglienza, laboratori artistici, giochi di simulazione, manifestazioni di affetto, ma anche realtà più difficili da comprendere, come l’autismo o le disabilità sensoriali.
«All’inizio ero un po’ spaventata», racconta Ilaria, «perché non sapevo che cosa aspettarmi. Ora ci tornerei tutti i giorni, perché, grazie a quelle persone, ho conosciuto un moAlcunindo che non immaginavo».
«La giornata tipo», aggiunge Stefano Chiavaroli, «inizia con il momento dell’accoglienza, poi ci si organizza per le diverse attività». E aprono spiragli anche sulle future scelte lavorative dei ragazzi. «È un’esperienza che tutti dovrebbero fare», commenta Magdì, «anche per riflettere meglio sulla propria vita futura, per prendere piena consapevolezza anche di che cosa significhi lavorare nel sociale».
«È stata un’esperienza bellissima», è il commento di Mattia, «anche se all’inizio non è stato semplice, perché comunemente, parlando di disabilità, si pensa solo al disabile motorio, ma è una dimensione molto più complessa».
«Ho compreso davvero che cosa significa aiutare», aggiunge Antonio. Molto soddisfatta la preside del "Ravasco" Mariagrazia Mancini, che sottolinea il valore formativo dello stage «che si prefigge l’attuazione di strategie rivolte all’integrazione nel mondo del lavoro, con particolare riferimento all’ambio socio-sanitario, assistenziale». «Le attività di tirocinio sono previste a livello ministeriale», spiega il professore di Scienze umane, Lorenzo Di Donato. «Vorrei ringraziare i responsabili delle strutture che ci hanno accolto e gli operatori che, hanno seguito i ragazzi».
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