Studenti in autogestione la polizia al liceo Classico di Pescara

2 Dicembre 2016

Braccio di ferro tra i ragazzi e la dirigente scolastica D’Amico. Presidio della Digos all’entrata

PESCARA. «La preside non ci concede l'autogestione», protestano gli studenti del D'Annunzio. «Ve ne concederò una ogni mese con argomenti a vostra scelta, purchè sia un momento di riflessione approfondita», replica la preside Donatella D'Amico. È' arrivata la Digos, ieri mattina, al liceo classico (oltre 800 allievi) dove era in corso l'autogestione di circa 400 studenti che hanno reclamato il diritto alla protesta, quest'anno puntata al rinnovo della legge sul diritto allo studio ferma al 1978. Il presidio delle forze dell'ordine dovrebbe continuare anche stamani per garantire il regolare svolgimento delle lezioni, mentre davanti l'istituto di via Venezia alle 9.15, è prevista la partenza di un corteo studentesco del Galilei verso piazza Unione, sede della Regione.

«La preside non ci ha autorizzato all'autogestione, se non affiancati dai professori», lamentano i ragazzi del D'Annunzio. La dirigente scolastica D'amico, conferma e spiega: «Non potevo consentire il presidio, come i ragazzi lo chiamano, se non con il coinvolgimento dei docenti, perché gli studenti sono quasi tutti minorenni e sotto la mia responsabilità. Non possono essere lasciati soli. Ho chiamato la Digos perchè i ragazzi che hanno formato un cordone nei corridoi e impedivano l'accesso a scuola ai compagni che invece venivano dirottati in palestra per lo svolgimento dell’assemblea. Anche alcuni genitori, accorsi perchè hanno avuto notizia della manifestazione, mi hanno aiutato a sostenere le ragioni della scuola, mentre avevo proposto ai ragazzi di stazionare nei corridoi o nell’atrio per lo svolgimento delle loro attività. Non ho potuto concedere l'aula magna perchè sono in corso i lavori di ristrutturazione dei soffitti che si concluderanno la prossima settimana».

A un certo punto, raccontano gli studenti, «l’assemblea straordinaria non autorizzata si è svolta nel cortile esterno. Eravamo 400, 200 in classe e gli altri assenti. Alle nove la preside chiama la Digos che dialoga con noi, esortando le parti a trovare una soluzione. Quindi ci propongono di lasciare il cortile ed entrare a scuola. Qualora ciò fosse accaduto, la dirigente ci prometteva un giorno di autogestione oggi, e uno di assemblea domani. Nemmeno il tempo di discuterne fra noi che la preside ci ha chiuso fuori stralciando ogni trattativa. L’assemblea è proseguita al parco De Riseis e la mobilitazione continuerà». Oggi. La proposta della preside: «Istituzionalizzare una giornata al mese di approfondimenti su argomenti a vostra scelta, purchè siano di riflessione e studio».

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