Studenti mobilitati contro il piano scuola di Renzi

28 Settembre 2014

PESCARA. «La scuola non si paga e non si vende»; «Alziamo il volume»; e «Saperi liberi». Sono solo alcuni degli striscioni comparsi, nei giorni scorsi, davanti a tredici scuole superiori di Pescara...

PESCARA. «La scuola non si paga e non si vende»; «Alziamo il volume»; e «Saperi liberi». Sono solo alcuni degli striscioni comparsi, nei giorni scorsi, davanti a tredici scuole superiori di Pescara e Montesilvano. Gli studenti hanno scelto di inaugurare la stagione delle mobilitazioni «contro il piano scuola e le politiche del governo Renzi che vuole lasciare il finanziamento delle scuole pubbliche nelle mani di sponsor privati, introdurre criteri di selezione selvaggi e dare nuovi poteri ai presidi» con una prima protesta silenziosa che farà da apripista alla manifestazione generale di venerdì 10 ottobre, in contemporanea nelle maggiori piazze italiane.

L’appello nazionale è stato lanciato dall’Unione degli studenti, confederata con il collettivo studentesco pescarese. Diversi i motivi che spingono i ragazzi degli istituti superiori a scendere in piazza .

«Dietro a interventi positivi di secondaria importanza», spiega Aksel Nikaj, la portavoce del collettivo, «la riforma di Renzi e Giannini nasconde il completamento del piano Gelmini e ripropone i contenuti di tutte le riforme che abbiamo sempre contestato. La nostra non sarà una protesta imbronciata di chi sa soltanto dire no, bensì il movimento di una comunità con proposte concrete, cosciente della responsabilità del proprio futuro». Nei giorni scorsi, gli studenti si sono incontrati al Centro Britti di Pescara per definire i futuri appuntamenti. «Un'ipotesi», conclude Nikaj, «è estendere la mobilitazione di venerdì 10 ottobre anche ai due giorni successivi» . (y.g.)

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