Stufe, attrezzi e carne congelata Presa la banda dei casolari

Sono quattro, uno è ancora ricercato. I carabinieri li hanno incastrati grazie al Gps sulla macchina Oltre a un albanese e a un romeno è finito ai domiciliari anche un 42enne di Montesilvano: l’autista
PESCARA. Percorrendo in auto centinaia di chilometri al giorno, hanno girato in lungo e in largo le province di Pescara e Chieti per individuare le abitazioni da svaligiare e quindi entrare in azione nottetempo, disfacendosi della refurtiva con la collaborazione di due ricettatori. Non sapevano di essere controllati a distanza dai carabinieri dalla compagnia di Pescara che ieri li hanno arrestati, su disposizione del giudice per le indagini preliminari. Quattro i componenti della banda, ma uno dei loro, Gabors Balazs, 39 anni, romeno residente a Tollo, risulta irreperibile e si troverebbe in Romania, mentre gli altri tre sono ai domiciliari: Agron Dema, 48 anni, albanese residente a Pescara, Giampiero Giancola, 42enne di Montesilvano, ritenuti autori materiali dei furti insieme a Balazs, e Adamo Leonzio, 55 anni, di Tollo, che sarebbe un ricettatore. È stato denunciato anche un commerciante 46enne di Montesilvano, R.C., utilizzato dai ladri come ricettatore residuale.
Sono otto i furti contestati al gruppetto, una «piccola ma fastidiosissima batteria di ladri seriali», come la definiscono gli uomini dell'Arma, coordinati dal maggiore Claudio Scarponi e dal tenente Antonio Di Dalmazi, che hanno indagato da febbraio ad aprile e ipotizzato l'esistenza di un'associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti e alla ricettazione. I colpi sono avvenuti dal 3 marzo in poi, in un paio di settimane e poco più, a Guastameroli di Frisa, Tollo, Ortona, Canosa Sannita, Frisa, Civitella Casanova e Scafa, e la modalità d’azione era sempre la stessa.
Per non correre troppi rischi la banda prendeva di mira seconde case (disabitate) situate in zone isolate, e prima di entrare in azione eseguiva dei sopralluoghi notturni spostandosi da un comune all’altro delle province di Pescara e Chieti. C'era una sorta di schema di lavoro, per i carabinieri: i tre ladri serie raggiungevano in auto l'obiettivo, dopodiché Giancola, ritenuto l’autista, si allontanava lasciando sul posto gli altri due, da tornare a prendere in un secondo momento. E la refurtiva veniva nascosta, per essere recuperata successivamente. I carabinieri hanno cominciato a sospettare della banda dopo aver fermato per normale un controllo Balazs e Dema, già noi alle forze dell'ordine. Temendo che si trattasse di ladri hanno piazzato un apparato Gps sull'auto usata dal gruppo, una Opel Astra con targa romena, controllandone gli spostamenti, e così hanno scoperto il primo furto, a Guastameroli di Frisa, e scovato la refurtiva in un casolare. Gli uomini dell'Arma hanno recuperato il bottino e lo hanno restituito alla vittima e subito dopo i ladri hanno scoperto che il materiale era sparito dal casolare per cui sono tornati nella stessa casa ed effettuato un secondo furto, identico al primo. Per tenere sotto controllo il gruppetto i carabinieri si sono affidati anche alle intercettazioni telefoniche e ambientali, piazzando una cimice sull'auto sulla Opel e hanno ascoltato tutte le conversazioni, dai commenti sulle case prese di mira ai progetti per fare più soldi, visto che l'attività era poco redditizia. Una trappola nei loro confronti è scattata il 15 marzo quando Giancola, Balazs e Dema sono stati circondati e arrestati in flagranza dopo un furto ad Arielli (sono subito tornati in libertà) e l'attenzione costante sulla banda ha consentito anche di recuperare quasi tutta la refurtiva, destinata ad essere venduta. Diversi gli oggetti, ma tutti di poco valore, compresi alimentari e perfino un capretto congelato: dai casolari e dalle rimesse sono spariti attrezzi per lavori agricoli, tv, stufe, carburante, olio, oggetti per la casa, tra cui un frullatore, un phon, vassoi e servizi da tavola. Due i canali per disfarsi del materiale, sostiene l'accusa: da una parte c'era un locale di proprietà di Leonzio e dall’altra il commerciante di Montesilvano, che si rivolgeva ai mercatini dell’usato. Ma la posizione di Leonzio (difeso dall'avvocato Antonio Tenaglia) è stata già archiviata dal gip di Chieti a seguito dell'operazione di marzo (all’epoca era indagato per ricettazione) e ora il gip di Pescara, che ha disposto l'arresto di ieri, ha rimesso gli atti alla Procura di Chieti. Giancola, Dema e Balazs sono difesi dall’avvocato Pasquale D'Incecco.
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