Stuppia diventa rettore: basta campanilismi, l’ateneo ora unisca Pescara e Chieti

Il genetista raccoglie l’eredità di Caputi e traccia la via: «Guardiamo all’Europa» La commozione dell’ex: «Anni che non dimenticherò mai, cresceremo ancora»
CHIETI. «Un’unica comunità che insiste su due città, Chieti e Pescara». È così che il neo rettore Liborio Stuppia vede l’università d’Annunzio, «un ateneo che ha il privilegio di insistere su due città entrambe importati, una con più storia e a vocazione più culturale, l’altra con una realtà più imprenditoriale. Basta campanilismi: Chieti e Pescara sono due città che l’università deve riavvicinare e non separare». Entrato in carica come nuovo rettore ufficialmente nella giornata di ieri, nel corso di una partecipata cerimonia ufficiale, Stuppia dice subito quali sono obiettivi e priorità del suo mandato: l’internazionalizzazione dell’ateneo, un orizzonte specificatamente europeo, il problema del risparmio energetico esploso non appena terminata l’emergenza Covid e la carenza di aule nei poli didattici, problematica che la pandemia aveva tenuto in stand by e che ora si sta riproponendo.
CERIMONIA INEDITA
Alla d’Annunzio non c’era mai stato un passaggio del testimone tra rettori celebrato con una cerimonia. Segno del clima unitario della comunità universitaria che lascia in dote il rettore emerito Sergio Caputi. Tra battute ed emozione, l’intera comunità universitaria si è stretta intorno ai due rettori. Docenti, personale e studenti: tutti sono intervenuti in massa. Il direttore generale Giovanni Cucullo, che ha organizzato l’iniziativa, aveva previsto una massiccia affluenza e così aveva organizzato maxi-schermi per poter seguire la cerimonia da fuori. In tanti ne hanno approfittato. Ad aprire la cerimonia è stato Cucullo: «Tutto questo è stato possibile», ha detto, «grazie alla reciproca stima e alla vicinanza tra i due rettori». E in effetti Stuppia è stato uno dei collaboratori più preziosi per Caputi soprattutto quando si è trattato di affrontare l’emergenza Covid: il docente di Genetica medica è stato l’uomo in prima linea nell’analisi dei tamponi, un servizio che la d’Annunzio ha messo a disposizione del territorio che ne aveva enorme bisogno. Stuppia, oltre a essere direttore della Scuola di medicina, è infatti direttore del laboratorio di genetica molecolare, che si occupa della diagnosi dei tamponi Covid.
L’EMOZIONE DI STUPPIA
Chi lo conosce bene giura che dietro il sorriso del nuovo rettore si celasse molta emozione. «Siete bellissimi, perché siete tantissimi», sono state le sue prime parole sul palco. Poi ha riferito del messaggio di augurio arrivato dall’arcivescovo di Chieti-Vasto Bruno Forte. A mente fredda ai giornalisti ha spiegato le priorità del suo mandato, a partire dall'internazionalizzazione: «La ricerca e la didattica», ha detto, «non possono avere confini ristretti e poi è dall’Europa che arrivano i finanziamenti». Si è detto contrario al campanilismo tra le due sedi universitarie di Chieti e Pescara, assicurando di voler dare «pari dignità ai due campus». Per la sede di viale Pindaro «si deciderà se espanderla oppure se percorrere altre soluzioni. Ma lo decideremo tutti insieme, perché il mio metodo sarà sempre quello della concertazione e della condivisione delle scelte».
L’EREDITà DI CAPUTI
Il rettore uscente lascia un’università che è cresciuta nelle classifiche nazionali e internazionali. Cresciuto anche il personale: nel suo sessennio sono stati fatti 700 concorsi in più per docenti e 150 in più per il personale. «Sono stati sei anni che non dimenticherò», ha detto Caputi, «impegnativi e costruttivi. E sono sicuro che andrà ancora meglio nei prossimi sei». A chi gli ha chiesto quale sia il ricordo più bello, Caputi ha parlato del «clima molto più sereno di sei anni fa». Il rammarico più grande è relativo invece alla «nuova sede di Pescara. Considero questo il successo mancato. Il rammarico è proprio quello di non aver avuto una interfaccia importante con la politica tale da poter cogliere questo obiettivo».
IL PASSAGGIO DEL TESTIMONE
Il passaggio delle consegne è stato reso simbolicamente con il rito del collare: Caputi ha infilato al collo di Stuppia un collare con il simbolo della d’Annunzio e Stuppia ha fatto altrettanto. E poi è partito l’applauso della platea. Sul palco è salita per un saluto anche la decana Giuseppina Lavecchia e la prorettrice vicaria Augusta Consorti. Poi i presenti sono stati invitati a raggiungere gli spazi esterni per partecipare a un piccolo buffet e al brindisi finale. E così la cerimonia si è trasformata in una vera e propria festa.
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