Stuppia: nuovo vaccino per battere “Cerberus”

21 Novembre 2022

L’esperto avvisa: «Non sottovalutiamo il virus, bisogna immunizzarsi»

Il Covid torna a rialzare la testa. I casi sono in aumento e il tasso di positività cresce in Abruzzo come nel resto d'Italia. A preoccupare, adesso, oltre alla percentuale di occupazione dei posti letto, in salita, è la comparsa della sottovariante BQ.1 Cerberus. In Abruzzo ne sono stati già sequenziati dieci, mentre a livello globale ha raggiunto una prevalenza del 30,7% e desta timori per la maggiore trasmissibilità e potenziale possibilità di eludere il sistema immunitario. Complica il quadro l'influenza, che fa registrare già un milione di casi e mostra una significativa accelerazione. È in questo scenario che arriva l'appello del direttore del Laboratorio di Genetica molecolare dell'Università di Chieti, Liborio Stuppia, e cioè quello di tornare a vaccinarsi «perché i vecchi vaccini contro il Covid hanno terminato il loro effetto, come accade per quelli dell'influenza stagionale». Ancora una volta, quindi, il messaggio è quello di non sottovalutare il Covid perché la relativa serenità conquistata negli ultimi mesi è dovuta principalmente alla campagna di vaccinazione e smettere di vaccinarsi potrebbe significare tornare al punto dipartenza.
CERBERUS
«Abbiamo sequenziato dieci casi», afferma Stuppia, «se si diffonderà significa che avremo un problema dal punto di vista infettivo perché è una variante più infettiva». Infatti se la variante Omicron risultava al 99,8%, con la sottovariante BA.5 predominante, rispetto all'ultima indagine si registra un boom per le sottovarianti. In particolare, a crescere è proprio la BQ.1, nota come Cerberus, che è stata rilevata in un terzo del totale dei campioni sequenziati nel mondo, mentre in alcuni Paesi, come in Usa, è già responsabile della metà dei contagi. In aumento è anche la XBB, denominata Gryphon, che ha invece toccato una prevalenza del 2.4%. Queste sottovarianti sono, secondo il direttore del Laboratorio di Genetica di Chieti, da monitorare con grande attenzione perché «a maggiore trasmissibilità», ma anche perché potrebbero essere capaci di aggirare la risposta immunitaria.
I DUBBI
«In questo momento non possiamo però dire cosa accadrà», spiega Stuppia, «perché anche altre varianti erano apparse e poi non si sono diffuse e non hanno preso il sopravvento su Omicron. Ci sono inoltre troppo variabili come il freddo che sta arrivando, le persone che continuano a non vaccinarsi ma che potrebbero tornare a farlo. Finora non si possono fare previsioni. Avremo un quadro più chiaro tra una quindicina di giorni. Sicuramente c'è bisogno di prudenza in questa fase».
VACCINARSI
L'invito degli esperti è quello di vaccinarsi con il nuovo vaccino. «È arrivato da tempo e bisogna sottoporsi alla quarta dose che in realtà altro non è che un nuovo vaccino», sottolinea Stuppia, «questa non è una storia che è alle spalle. Non è finita. Abbiamo risparmiato 150mila vite perché ci sono state le vaccinazioni, ma quei vaccini adesso hanno finito il loro effetto e quindi così come per l'influenza stagionale che facciamo ogni anno, la stessa cosa deve avvenire con quello contro il Covid19. La gente si deve assolutamente vaccinare».
LE DOSI
Presentandosi in un hub vaccinale abruzzese si sarà sottoposti al vaccino bivalente di Pfizer aggiornato alla sotto-variante BA.4/BA.5 di cui c'è una buona disponibilità. È già stato autorizzato per le persone con più di 12 anni da oltre tre mesi. Nelle sperimentazioni cliniche questo vaccino ha dimostrato una forte risposta immunitaria contro BA.4 e BA.5, misurata a 30 giorni dalla vaccinazione, con un profilo di sicurezza e tollerabilità simile a quello del vaccino originale. Inoltre il Comitato per i farmaci a uso umano (Chmp) dell'Agenzia europea dei medicinali ha dato il via libera al vaccino aggiornato ai bambini dai 5 agli 11 anni. «Il nuovo vaccino BA.4 e BA.5», chiarisce, «è efficace contro Omicron ma in realtà non si tratta di una quarta dose, che riguarderebbe il vecchio vaccino. Questa invece è la prima dose del nuovo vaccino, che è diverso».
REINFEZIONI
Nell’ultima settimana la percentuale di reinfezioni risulta in aumento rispetto a quella precedente e supera quota 20,2% contro il 17,7% della scorsa settimana. L’Istituto superiore di sanità (Iss) nell’ultimo rapporto precisa che il dato ha tempi di consolidamento maggiori rispetto ad altre informazioni però anche i dati a lungo termine parlano chiaro: in totale dal 24 agosto 2021 a oggi sono stati segnalati in Italia 1.429.867 casi di reinfezione, pari al 7,3% del totale dei casi notificati nello stesso periodo. Dato sottostimato a causa di casi sommersi.
«Chiaramente», precisa Stuppia, «in pochi si vaccinano anche perché molte persone sono state infettate e molte si erano vaccinate da pochi mesi, ma ora stiamo vedendo anche in Abruzzo un aumento delle reinfezioni. Bisogna ricordarsi che 120 giorni dopo che una persona è stata contagiata, può essere infettata di nuovo. Chi ha preso il Covid questa estate tra un po' è bene che si sottoponga al nuovo vaccino».
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