«Su Palazzo Sirena sentiamo cosa dicono i cittadini»

6 Ottobre 2016

Per le sorti dell’edificio Sarchese (M5s) propone il referendum prima però il Comune dovrebbe stilare il regolamento ad hoc

FRANCAVILLA. Un referendum sul destino di Palazzo Sirena, per far decidere ai cittadini se ristrutturalo e mantenerlo integro così com'è oppure se dare il via libera ai lavori di demolizione per abbatterne la parte più antica.

A lanciare, o meglio a rilanciare, l'idea di indire una consultazione popolare per affidare alle urne l'ultima parola sulle sorti dell'edificio storicamente più importante, oltre che il più famoso, di Francavilla è il M5s. Gli esponenti locali del movimento di Beppe Grillo avevano già proposto il referendum "Sirena ruspe sì-ruspe no", la prima volta nel 2013, ed erano tornati a parlarne l'anno scorso. Così, in attesa che si concludano i lavori della commissione di controllo e garanzia riunita nelle passate settimane dalle forze politiche di opposizione con l'obiettivo di esaminare in maniera approfondita i progetti in itinere sul monumentale palazzo, il gruppo dei Cinque stelle di Francavilla si è messo di nuovo al lavoro per la consultazione e il consigliere comunale Livio Sarchese ha presentato nei giorni scorsi una mozione per l'adozione del regolamento sulla partecipazione popolare, che contiene i criteri di funzionamento dell'istituto referendario. A Francavilla infatti non possono essere ancora indetti referendum consultivi, pur essendo contemplati dallo statuto comunale, perché manca il regolamento attuativo. Una bozza dell'elenco di norme che disciplinano le modalità della consultazione popolare, compreso il quorum, è stata messa a punto proprio dagli attivisti pentastellati, che l'hanno presentata per la prima volta ai cittadini durante un incontro pubblico, nel 2015.

«È arrivato il momento di approvare, con urgenza, il regolamento per la partecipazione popolare e di indire il referendum per Palazzo Sirena» affermano i Cinque stelle in una nota, «i cittadini hanno il diritto di esprimere il loro parere su un tema di rilevante interesse e solo il suo risultato potrà legittimare qualsiasi intervento sulla struttura». Sono già alcuni anni che in città si discute del destino di Palazzo Sirena, da quando l'amministrazione del sindaco Antonio Luciani ha ipotizzato una parziale demolizione dell'edificio, buttando giù la parte storica e lasciano in piedi solo l'ampliamento, dove si trova la sala congressi, realizzato in tempi più recenti, negli anni '90. In difesa della Sirena sono scesi in campo comitati e associazioni, tra i quali Italia Nostra. La costruzione del palazzo ebbe inizio del 1886, su progetto in stile liberty dell'architetto pescarese Antonino Liberi. L’edificio, che fu poi inaugurato da Gabriele D'Annunzio, venne distrutto durante la seconda guerra mondiale dai tedeschi in ritirata. Poi ricostruito con i fondi per i danni di guerra.

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