Suberbonus, condomini beffati Negata la proroga per il 2024

E la legge regionale salva-lavori resta impantanata: i costruttori incalzano Sospiri e Marsilio
PESCARA. Fumata nerissima per la proroga del Superbonus al 110% riferita ai condomini. Sono stati bocciati dalle Commissioni Ambiente e Industria del Senato tutti gli emendamenti relativi alla maxi detrazione. Quindi nessun rinvio al 2024 per la scadenza del 31 dicembre 2023 per i lavori condominiali in corso. In Abruzzo sono centinaia.
L’unica proroga è quella già prevista dal testo originario del decreto che riguarda le unifamiliari che al 30 settembre 2022 avevano già raggiunto una percentuale di completamento dei lavori pari almeno al 30%. E sul fronte regionale la proposta di legge salva-cantieri annunciata dal centrodestra (per la precisione dal presidente del Consiglio Lorenzo Sospiri con l’avallo d el governatore Marco Marsilio) rimane per ora impanata rischiando di rivelarsi un’ordinaria trovata da campagna elettorale. I costruttori abruzzesi però hanno esaurito pazienza e tempo. Ma procediamo con ordine.
CHI EVITA LA DOCCIA FREDDA
Nel caso dei condomini, per effetto della mancata proroga, il Superbonus al 110% spetterà per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2023 solo se la Cilas è stata presentata entro il 25 novembre 2022 e la delibera dell’assemblea che ha approvato l’esecuzione dei lavori è stata adottata tra il 19 e il 24 novembre 2022, oppure se la Cilas è stata presentata entro il 31 dicembre 2022 e l’assemblea ha deliberato entro il 18 novembre 2022 o infine se nell’ipotesi di intervento da eseguire tramite demolizione e ricostruzione, al 31 dicembre 2022 risulta presentata l’istanza per acquisire il titolo abilitativo.
Il Superbonus al 110%, inoltre, si può continuare ad applicare sulle spese sostenute fino al 31 dicembre 2025 per gli interventi effettuati da Onlus, Odv e Aps che svolgono attività di prestazione di servizi socio-sanitari e assistenziali e per gli interventi nei Comuni colpiti da eventi sismici verificatisi a far data dal 1° aprile 2009 dove sia stato dichiarato lo stato di emergenza. Tutto il resto finisce sotto una doccia d’acqua gelata.
LE PRIME REAZIONI
«L’effetto sarà che migliaia di condomini dal prossimo primo gennaio vedranno scendere il beneficio dal 110% al 70% rendendo di fatto impraticabile terminare i lavori. Le conseguenze saranno pesantissime su imprese e famiglie. Le criticità provocate dalle continue modifiche dell’agevolazione non possono gravare esclusivamente su chi ha rispettato norme e procedure».
Così tuona la Cna Costruzioni, la prima delle associazioni di categoria a denunciare quest’ultimo caso ottenendo una risonanza nazionale.
Dall’osservatorio della Cna viene evidenziato che sono 20mila i cantieri che non potranno concludere gli interventi di riqualificazione con danni ingenti per le famiglie e per le imprese che sono ancora in attesa di risposte sull’emergenza dei crediti incagliati. Ma è un numero di cantieri certamente in difetto.
IL CASO ABRUZZO
La nostra regione gioca una seconda partita sul campo del Superbonus. Lo fa con una proposta di legge che punta a sanare il pregresso, quindi la montagna di crediti incagliati nei cassetti fiscali delle banche che rischiano di ridurre al lastrico le imprese di costruzioni e che stanno già intasando le cancellerie dei tribunali civili per i contenziosi sorti tra committenti e costruttori.
Ma del progetto di legge che doveva essere depositato già lunedì scorso in Consiglio regionale per il via libera all’iter d’approvazione si sono perse le tracce, nonostante gli annunci della maggioranza di governo. Ma costruttori sono entrati in azione: «Al Presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo Lorenzo Sospiri e ai componenti l’Ufficio di Presidenza Roberto Santangelo, Domenico Pettinari, Sabrina Bocchino e Dino Pepe» si legge nell’intestazione della lettera inviata ieri mattina da Antonio D’Intino, presidente Ance Abruzzo, Luigi Pagnini, presidente Aniem Abruzzo e Aurelio Malvone, presidente Cna Costruzioni Abruzzo per chiedere un incontro urgente sulla legge regionale sblocca-cantieri.
I tre rappresentanti dell’intero mondo delle imprese di costruzioni abruzzesi chiedono di poter essere ascoltati dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale e dalla Conferenza dei Capigruppo a Palazzo dell’Emiciclo, prima dell’avvio dell’iter di approvazione della norma. I toni, per ora, sono distesi.
«La nostra richiesta», scrivono, «nel mentre sottolineiamo il nostro apprezzamento per la decisione annunciata, nasce dell’esigenza di poter eventualmente suggerire modifiche e/o integrazioni al testo, per poterne rendere più efficace l’applicazione dopo un iter di approvazione che ci auguriamo rapido e condiviso». Questa la richiesta conciliante che le imprese fanno alla politica. Ma il livello della pazienza dei costruttori è inversamente proporzionale al tempo della risposta.
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