Subisce 3 furti in auto in un mese: ora basta denunciare è inutile

13 Settembre 2014

Cittadina esasperata dopo i continui raid dei ladri in centro Tante telecamere nelle vie, ma poche funzionano davvero

PESCARA. Mi derubate? E io non denuncio più. L’ultima forma di protesta del pescarese picconato dai mini furti - quelli che passano sotto silenzio e non fanno mai notizia - è una rassegnazione che strizza l’occhio alla resa. Ma diventa anche un grido di rabbia contro l’impotenza da microcriminalità e un j’accuse a chi deve contrastarla. Che ripropone una questione datata, ma sempre attuale: quante telecamere funzionano in questa città? Pochissime.

Barbara Giuliani, residente in pieno centro, è l’ultima vittima di una delle tante entrate a gamba tesa di sbandati, tossicodipendenti e disperati che si aggirano notte e giorno in città. Alla terza incursione in un mese di mano ignota all’interno della sua auto parcheggiata tra viale Regina Elena e via Mazzini, ha rinunciato a chiedere aiuto e con una mail ha lasciato tracimare l’esasperazione: «Hai una Smart? Perfetto. Allora preparati a effettuare diverse denunce per scasso con furto della tua macchina. Preparati a chiamare la polizia, i carabinieri e i vigili urbani, a raccontare la tua disavventura e preparati soprattutto a vivere a Pescara nell’anno Domini 2014. Sul mio curriculum posso, adesso e finalmente, aggiungere telefonista ufficiale per le forze dell’ordine. Sei pronto? Parcheggia tutti i giorni in via Regina Elena, così da avere la possibilità di diventare anche tu telefonista ufficiale per le forze dell’ordine».

Un astuccio da occhiali vuoto, qualche spiccio e un paio di occhiali sono il magro bottino dei raid notturni. «In centro», spiega la donna, contattata al telefono, «aprono di continuo le Smart dal finestrino passeggeri: ho contato altri 5 casi negli ultimi tempi. L’ultima l’ho vista nel parcheggio di piazza Primo maggio: era completamente devastata. Ti aprono il cruscotto per niente. Sulla mia macchina, in un’occasione il ladro ha lasciato un’impronta grande così sul finestrino, ma nessuno è intervenuto per rilevarla. Le forze dell’ordine mi hanno risposto che non hanno le pattuglie».

Non è solo la sorpresa mattutina a mandare di traverso la colazione, ma il timore che possa accadere qualcosa di peggio. «Che cosa potrebbe succedere se avessi necessità di prendere l’auto di notte e mi trovassi di fronte qualcuno che sta rovistando nell’auto? Come potrebbe reagire?» si chiede la cittadina, che sollecita un maggiore pattugliamento in centro specie di notte, che possa almeno funzionare da deterrente. Quello che dovrebbero svolgere le telecamere, tantissime in centro, ma spesso scatole vuote, inutili e beffarde soprattutto quando il livello della cronaca nera s’impenna d’improvviso. Come per il delitto di Nicola Bucco, novembre 2012: 14 telecamere nell’area intorno a via Leopardi, due funzionanti (private e inutili alle indagini), vuote quelle comunali.

Nell’attesa che vengano riempite, la signora Giuliani, dopo l’ultimo mini furto, ha già dato appuntamento al ladro fissando le coordinate per la prossima “visita”: «Nota bene. Se hai bisogno di un paio di occhiali da vista, di qualche spiccio e di qualsivoglia cosa tu abbia necessità, non ti preoccupare, parcheggio la mia Smart in via Regina Elena, così che tu possa avere la possibilità di rubare. Per Natale lascerò un panettone sul cruscotto. Auguri».

©RIPRODUZIONE RISERVATA