«Subito un alloggio o occuperemo l’aula del consiglio»

2 Settembre 2017

Protesta in Comune degli inquilini ospitati negli alberghi «Non ce la facciamo più». A fine mese, pronte 43 abitazioni

PESCARA. Per la fine di settembre saranno pronti 43 alloggi popolari dell'Ater, attualmente in fase di ristrutturazione sul territorio pescarese, da consegnare ad altrettante famiglie sfrattate due mesi fa da via Lago di Borgiano. Sono attualmente 72 le famiglie che ancora attendono di avere una sistemazione a seguito dello sfratto, il 4 luglio scorso dalle palazzine ai civici 14,18 e 22, nel quartiere Rancitelli. Erano 84 famiglie, per complessivi 236 inquilini, quelle rimaste senza casa dopo l'evacuazione ordinata dall'amministrazione comunale per ragioni di sicurezza legate al pericolo di crollo delle abitazioni.
Molti di loro sono ancora alloggiati, a spese del Comune con i fondi della Protezione civile (55 euro al giorno per ciascun ospite, da ridurre a 40 nelle prossime settimane), negli hotel Holiday, Petit Royal di Pescara sud e motel Amico di Città Sant'Angelo. Altri hanno scelto di ricongiungersi ai parenti al nord, tra Como e Torino. Tre famiglie hanno ricevuto l'assegnazione delle dimore ma non ne hanno preso possesso perché non sono ancora terminati i lavori di sistemazione da parte degli operai dell'Ater (Azienda territoriale per l'edilizia residenziale) che ha la titolarità degli edifici.
Due famiglie rom hanno trovato alloggio a Francavilla, altri sette nuclei familiari hanno rifiutato il trasferimento a Pianella dove si trovavano le case popolari assegnate e sono tornati in hotel. Ieri mattina una delegazione di una ventina di sfrattati, capitanata da Giuseppe Carminelli, segretario provinciale del Sunia, sindacato degli inquilini, ha chiesto di incontrare il neo assessore alle Politiche abitative Gianni Teodoro con l'obiettivo di sensibilizzare l'amministrazione a lavorare in fretta per avere «una casa subito oppure occupiamo l'aula consiliare a oltranza. In albergo non vogliamo più stare, non ce la facciamo più», è stato il grido di dolore degli sfrattati.
All'incontro, dai toni pacati e concilianti, erano presenti anche il consigliere Piernicola Teodoro; l'architetto Pierpaolo Pescara, che ha in mano il quadro delle assegnazioni degli alloggi, e Gaetano Silveri, facente funzioni del dipartimento della Protezione civile.
Altre novità sono emerse nel corso della riunione durante la quale un anziano con il respiratore di ossigeno ha accusato un lieve malore dovuto allo stress, ma si è subito ripreso dopo essersi affacciato alla finestra per prendere aria.
Carminelli ha lanciato un nuovo appello all'Ater: «Controllate gli edifici, attualmente abitati da numerose famiglie, ai civici 10-12-16 e 20 perché sono a rischio, con tutte le crepe comparse lungo i muri nel corso dei mesi, peggiorate dagli ultimi terremoti. Abbiamo forti timori, vogliamo evitare tragedie».
Queste palazzine sono attaccate l'una all'altra e formano un unico complesso edilizio fatiscente che si estende fino ai civici 14-18 e 22 ormai rimasti deserti e oggetto, ultimamente, di furti con scasso.
Teodoro ha annunciato che «presto farà un tour negli alberghi» per raccogliere le istanze degli inquilini sfrattati e ha chiesto «la collaborazione di tutti i cittadini perché possono darci suggerimenti utili per la risoluzione dei problemi».
Nel frattempo avvierà, di concerto con il sindaco Marco Alessandrini (ieri a Pisa per impegni istituzionali) prefettura, questura, carabinieri e procura, un «piano per cacciare gli abusivi dagli alloggi popolari, è arrivato il tempo della tolleranza zero».
Un centinaio di famiglie quelle che occupano illegittimamente gli appartamenti dell'Ater, solo dieci su 700 gli alloggi del Comune occupati senza regolari permessi. Dalla lotta all'abusivismo sarà possibile ricavare altre abitazioni da mettere a disposizione delle restanti famiglie in attesa. E ciò avverrà nelle prossime settimane. Il rappresentante del Sunia ha ricostruito la situazione in poche battute: «Queste persone, e tra loro, purtroppo, ci sono anche abusivi, sono state cacciate dall'oggi al domani», ha detto Carminelli, «senza avere la possibilità di portare via neppure un ricambio o le medicine. Da due mesi vivono un disagio reale che peggiorerà con la riapertura delle scuole, che destabilizzerà le abitudini. Negli hotel ci sono ancora tanti anziani, invalidi, portatori di dispositivi di ossigeno e malati di tumore».
Uno di questi è Elio Canale, in trattamento chemioterapico insieme ad altri quattro pazienti ospiti dell'Holiday, che all'assessore ha chiesto: «Dove devo morire? In albergo o nella mia nuova casa?».
«I tempi sono brevi», è stata la risposta del neo assessore, che ha anche le deleghe alla Protezione civile e all'Edilizia residenziale pubblica, «Il primo step sarà sollecitare l'Ater a concludere gli interventi di sistemazione delle abitazioni. Ci hanno già anticipato che saranno pronte per essere assegnate alla fine di settembre. Il secondo passaggio importante sarà contattare la Regione per chiedere ulteriori fondi (oltre ai 500mila circa già stanziati) per affrontare i costi dei traslochi e delle utenze (luce, gas e telefono), che certamente non possono essere a carico di persone che vivono di pensioni minime».
Subito dopo la riunione la porta della speranza si è aperta per Silvana De Francesco, una delle inquiline in attesa della casa col marito invalido:oggi andrà a visitare il suo nuovo alloggio pescarese.
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