«Subito una bonifica sotto il ponte del torrente Piomba»

Grido d’allarme dei residenti a Marina di Città Sant’Angelo Si teme l’esondazione del corso d’acqua in caso di nubifragi
MONTESILVANO. «Ramaglie, tronchi, breccia e rifiuti vari accatastati alla base dei ponti sul torrente Piomba rappresentano un serio pericolo per le nostre abitazioni».
A lanciare il grido d’allarme è Pietro Cavallone, un residente della Marina di Città Sant’Angelo che, facendosi portavoce degli abitanti della zona, accende i riflettori sul rischio che la popolazione potrebbe correre in caso di nubifragi. Dopo le alluvioni di marzo – che hanno visto la portata dei fiumi Saline e Piomba aumentare a dismisura e, in alcuni casi, a rompere gli argini – i materiali trascinati dalle correnti si sono depositati sotto le arcate dei ponti che sovrastano i fiumi. Nonostante siano trascorsi diversi mesi, e la stagione delle piogge cominciata, nessuna bonifica e manutenzione è stata finora effettuata dagli enti preposti. Una situazione che crea comprensibile preoccupazione tra i residenti, i quali temono che, in caso di una bomba d’acqua, il fiume possa non essere contenuto nel suo alveo con evidenti rischi per l’incolumità pubblica.
«Da tempo, aspettiamo che chi di dovere intervenga per pulire i ponti, eliminando i tronchi e le ramaglie che si sono accumulate, ma anche le piante nate spontaneamente, e la breccia, depositata lungo il corso del torrente Piomba», prosegue Cavallone. «Ma finora abbiamo atteso invano. Se dovesse fare un forte acquazzone e il fiume dovesse uscire dal suo letto, che fine faremmo noi residenti della Marina? Del resto, è normale essere preoccupati visto che ogni giorno sentiamo al telegiornale tragedie che accadono in molte parti d’Italia e per questo lanciamo il nostro appello alle istituzioni, affinché intervengano il prima possibile. Preferiamo finire sul giornale prima», chiosa il residente, «che dopo la tragedia». Gli abitanti di Città Sant’Angelo e Montesilvano hanno ancora impresse nella propria memoria le immagini della notte tra il 12 e il 13 novembre 2013 quando il fiume Saline e il Torrente Piomba superarono abbondantemente i livelli di guardia spingendo i sindaci delle due città a sgomnberare decine di famiglie dalle proprie abitazioni. L’emergenza si concluse con milioni di euro di danni per le abitazioni private e per le attività commerciali e industriali ma, fortunatamente, senza conseguenze più gravi per la popolazione.
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