Sui divorziati sarà scontro tra i vescovi
La “linea della misericordia” di Bergoglio alla prova del Vaticano. Oltranzisti guidati dai porporati Burke, Mueller e Caffarra
DEL VATICANO. Ai Padri Sinodali il Papa chiede di non avere paura delle differenti opinioni. Francesco è intervenuto ieri sera, a San Pietro davanti a 80mila persone, alla celebrazione per il Sinodo straordinario sulla famiglia che inizia oggi. La parola chiave per Bergoglio è: confronto, aperto e sincero. Un confronto che deriva dal «dono dell’ascolto», non solo «ascolto di Dio» ma anche «ascolto del popolo», per affrontare con «responsabilità pastorale gli interrogativi che questo cambiamento d’epoca porta con sé». «Dobbiamo prestare orecchio ai battiti di questo tempo e percepire l’odore degli uomini d’oggi, fino a restare impregnati delle loro gioie e speranze, delle loro tristezze e angosce».
Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, ha aggiunto che le famiglie separate o divorziate, come pure i divorziati risposati «non sono mai stati esclusi dalla Chiesa» ma fare la comunione «non è l’unico modo per stare nella Chiesa e vivere la sua realtà». Nei fatti, però l’impossibilità di fare la comunione, per chi ha rotto il proprio matrimonio e ha costruito una nuova famiglia, da tanti viene vissuta come una sorta di punizione. È emerso nel questionario che il Papa ha voluto inviare nelle diocesi di tutto il mondo oramai un anno fa.
Dunque, sul tema di divorziati risposati è proprio il caso di dire che sarà battaglia da oggi al 19 ottobre al Sinodo. Ma la discussione potrà indirizzarsi anche su unioni di fatto, contraccezione, matrimoni misti. Da una parte coloro che, su mandato di Francesco, sono disposti ad aperture, senza attenersi in modo pedissequo a quanto dice la Dottrina, dall’altra quanti credono che non si possano fare eccezioni perché si andrebbe a cozzare con quanto afferma il Vangelo.
Nei giorni scorsi, cardinali e vescovi si sono confrontati a suon di interviste e libri. Tra i “progressisti” potremmo ascrivere i cardinali Baldisseri, segretario del Sinodo, e Kasper, da vent’anni impegnato sul fronte del dialogo tra i cristiani. Dall’altro, in prima linea nella fronda degli oltranzisti troviamo i porporati Burke, prefetto della Segnatura Apostolica, Mueller, oltre al vescovo di Bologna Caffarra. In posizione più defilata, ma poco incline a revisioni del Catechismo, l’australiano Pell, potente ministro delle finanze vaticane. Tra le mura leonine c’è chi dice che le assise che si aprono oggi rischiano di trasformarsi in una sorta di referendum sulla “linea della Misericordia” voluta da Bergoglio.
In mezzo, movimenti e associazioni che chiedono un Sinodo all’impronta del confronto più aperto possibile. Tra questi l’Azione Cattolica, che ha preparato una serie incontri da qui al 17 ottobre sul tema della famiglia. Il suo presidente Marco Truffelli afferma che bisogna «partire dalla predisposizione a mostrare sempre il volto accogliente della Chiesa». Che comunque la discussione sarà accesa lo dimostra anche il fatto che i giornalisti non saranno ammessi agli incontri. Ci saranno solo veloci briefing.
Dunque, una gestione dell’informazione centralizzata, che non vuole lasciare nulla al caso. Ai dibattiti prenderanno parte anche come uditori 13 coppie sposate, tra cui una mista. Il Sinodo si chiuderà con un documento finale, che, una volta sottoposto al Papa, sarà inviato alle diocesi in vista del Sinodo ordinario che si svolgerà il prossimo anno.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

