Sul caos delle ordinanze accuse Pd-M5S a Marsilio

Gente a spasso soprattutto sulle riviere. Sindaci e Marcozzi vanno all’attacco Ma il governatore ribatte: «Stesse misure in altre Regioni di centrosinistra»
PESCARA. Il caos ordinanze fa esplodere lo scontro politico. Le immagini del 1° maggio del lungomare di Pescara affollato di persone sono diventate virali sui social e hanno scatenato le polemiche. Tutti liberi a passeggio e in bici sulla riviera – e non tutti nel rispetto del distanziamento sociale e con le mascherine - approfittando della bella giornata e della riapertura dell'ultima ora del lungomare consentita dalla Regione con l’ordinanza 51 del 30 aprile. Una delle tre ordinanze firmate nello stesso giorno dal governatore Marco Marsilio che ha alleggerito le misure restrittive, consentendo alcune attività (tra cui le camminate, le corse, la pesca e la possibilità di raggiungere le seconde case per la manutenzione), giocando d’anticipo rispetto al governo. «La Regione gioca sulla pelle dei cittadini», è l’affondo del coordinamento dei sindaci e degli amministratori abruzzesi del Pd. «Tre ordinanze che alla fine hanno creato solo confusione», attacca Sara Marcozzi, capogruppo in Regione del Movimento 5 Stelle. «Il caos lo alimenta solo l’opposizione per fare propaganda», è la replica di Marsilio.
LA PROTESTA DEL PD. «La Regione ha emanato tre ordinanze senza averle concertate con nessuna rappresentanza dei sindaci». Parte da questa premessa il documento firmato dal coordinamento dei sindaci e dei consiglieri del Pd di 16 comuni abruzzesi: i firmatari sono Giacomo Carnicelli (Tornimparte), Alessandro D’Ascanio (Roccamorice), Simone Dal Pozzo (Guardiagrele), Vincenzo D’Ercole (Castiglione Messer Raimondo), Tiziana Di Renzo (Lama dei Peligni), Gabriele Marcellini (Civitella del Tronto), Daniele Marinelli (Castel di Sangro), Francesco Menna (Vasto), Francesco Pagnanelli (Pescara), Mario Pupillo (Lanciano), Angelo Radica (Tollo), Gian Paolo Rosato (Taranta Peligna), Mirko Rossi (Mosciano), Andrea Silverii (Scerni), Cinzia Silvestri (San Giovanni Teatino) e Robert Verrocchio (Pineto). «Si tratta di una condotta pericolosa che genera confusione e costringe le amministrazioni locali a dare chiarimenti e risposte su qualcosa venuto dall'alto senza nessuna condivisione preliminare. È grave», spiegano gli amministratori del Pd, «che, in una fase nella quale è necessario mantenere una linea comune, si voglia mettere sulla pelle dei cittadini uno scontro che è solo politico nel quale la Regione targata Meloni-Marsilio tenta una fuga in avanti su temi così delicati. Le ordinanze regionali mettono in grande difficoltà chi deve esercitare i controlli. C'è inoltre un aspetto giuridico: queste misure appaiono illegittime alla luce degli atti del governo che giustificano solo misure più restrittive. Chiediamo la revoca immediata di queste decisioni e di aprire un tavolo permanente con le amministrazioni locali con le quali condividere le decisioni».
L’ATTACCO DEL M5S. Per il capogruppo Sara Marcozzi, «pur di ubbidire agli ordini di scuderia che arrivano dai vertici di partito e contravvenire ai Dpcm del premier Conte, Marsilio è andato contro il buonsenso e il principio di precauzione, aprendo liberamente alle passeggiate a Pescara, Montesilvano e Spoltore nel pieno del weekend del 1° maggio. E le pericolose conseguenze di tanta imprudenza si sono riscontrate a Pescara dove le persone si sono riversate sul lungomare. La giunta Marsilio ha generato il caos, creando le condizioni affinché il rischio di contagio torni ad aumentare».
Marcozzi parla di «disordinanze che forzano la mano del governo che, per voce del ministro Boccia, ha chiesto di aspettare fino al 18 maggio per fare aperture calibrate sulle singole Regioni. Ma due settimane», conclude Marcozzi, «sono evidentemente troppe da aspettare quando i sondaggi a livello nazionale danno il centrodestra, specialmente la Lega, in fase calante. Alla fine di tutto, agli abruzzesi rimane solamente il caos. E se questi comportamenti dovessero portare a un aumento dei contagi, Marsilio dovrà assumersi tutte le responsabilità».
LA REPLICA DI MARSILIO. Il governatore non fa riferimento a pareri scientifici, ma spiega che «in Abruzzo non avviene nulla di pericoloso e di eversivo», e ricorda che decisioni simili sono state prese anche in altre Regioni a guida Pd. «In Puglia e Toscana hanno trascorso il 1° maggio passeggiando o andando a pesca», dice Marsilio. «Nelle Marche è consentito lo spostamento per attività motorie all'aria aperta anche con bicicletta. E il segretario nazionale del Pd, Zingaretti, consente nel Lazio l’asporto dei cibi, la manutenzione dei natanti, dei campeggi e degli stabilimenti non diversamente dall’Abruzzo: ma evidentemente per il Pd abruzzese quello che è vietato ordinare a Marsilio è invece consentito se lo fanno Zingaretti o Bonaccini, che in Emilia Romagna si appresta a riaprire anche le biblioteche e revoca misure restrittive a Piacenza».
Il provvedimento che ha fatto maggiormente discutere è stata le riapertura del lungomare. «Grazie all’andamento epidemiologico, al superamento della zona rossa nell’area vestina, alla minore pressione negli ospedali, i sindaci di Pescara, Montesilvano e Spoltore mi hanno chiesto di revocare le misure più restrittive. Ciò non significa tana libera tutti», avverte Marsilio. «Restano in vigore le regole di comportamento previste dal Dpcm in tutta Italia e in tutto l’Abruzzo, che prevedono l’uso obbligatorio della mascherina nei luoghi chiusi, nei mezzi pubblici di trasporto, e nei luoghi all’aperto quando non è possibile mantenere la distanza di sicurezza. Se qualcuno ritiene che a Pescara, Montesilvano e Spoltore, i cittadini debbano essere costretti a misure più restrittive, lo motivi con qualche fondamento scientifico».
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