Sul piano per l’immunità è bagarre in Consiglio

24 Marzo 2021

Il centrosinistra accusa: «Siamo ultimi in Italia per popolazione vaccinata» Sospiri: «Programma capillare, ora da Roma pretendiamo le dosi necessarie» 

L’AQUILA. Il piano vaccini arriva in consiglio regionale e accende lo scontro politico. Da una parte, la maggioranza snocciola i numeri delle vaccinazioni e parla di un piano «capillare e importante»; dall’altra, il centrosinistra replica come non ci sia ancora una «strada concreta e praticabile per arrivare all’immunizzazione».
IL PIANO VACCINI. «Entro il 30 settembre tutta la popolazione abruzzese residente dovrà essere stata vaccinata. Il piano operativo è pronto. Ora attendiamo che all’Abruzzo venga consegnato il numero necessario di dosi per coprire tutte le Asl». Lo ha detto il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, commentando il piano vaccini presentato ieri in aula dall’assessore alla Sanità Nicoletta Verì. «Parliamo di un piano capillare che ci pone una deadline al 30 settembre», sottolinea Sospiri, «e che rappresenta la prosecuzione della fase 1, che ha già visto la somministrazione di 180mila 701 dosi. Numeri che giustificano anche l’attuale calo dei contagi, unitamente alle limitazioni, alla zona rossa e alla chiusura delle scuole. A partire da domani (oggi per chi legge, ndr) partirà la fase 2 che interesserà gli affetti da gravi disabilità con i rispettivi caregiver e con i relativi familiari, specie quelli dei minorenni. Nel frattempo», spiega Sospiri, «proseguiremo con il completamento della somministrazione delle due dosi agli over 80, al personale scolastico, e inizieremo con gli over 70. I medici sono pronti, le postazioni sono già state individuate. Ora dobbiamo solo avere la certezza della disponibilità sul territorio delle dosi da somministrare, una disponibilità che dipende direttamente da Roma dove faremo sentire la nostra voce».
«NON C’È UN PIANO». I gruppi di centrosinistra lamentano l’assenza «di un atto che approvi un programma completo e funzionale alle vaccinazioni». «Nella documentazione fornita ci sono una serie di buoni propositi e obiettivi, ma non viene indicata la strada concreta e praticabile per arrivare all’immunizzazione», attaccano i consiglieri Silvio Paolucci, Dino Pepe, Antonio Blasioli, Pierpaolo Pietrucci, Americo Di Benedetto, Sandro Mariani e Marianna Scoccia. «Utile è aver individuato i centri vaccinali e aver inserito nella popolazione target anche i caregiver, ma c’è molto altro da chiarire ancora. Ci saremmo aspettati un documento completo di tutte le informazioni. Siamo ultimi in Italia per popolazione vaccinata».
IL M5S. Il capogruppo del M5S, Sara Marcozzi, ha presentato un’interpellanza sulla campagna di screening di massa attraverso test antigenici rapidi. «Le parole di Marsilio, con cui afferma come non ci siano falsi negativi ai test rapidi», attacca Marcozzi, «vanno in contrasto con quanto scritto in una circolare ministeriale del 15 febbraio scorso, nella quale si mette nero su bianco questa possibilità, da cui nasce l’esigenza di informare la cittadinanza a mantenere le stesse identiche precauzioni contro il Covid anche qualora il test risultasse negativo. Nessuno del M5S ha mai negato l’utilità degli screening di massa sul territorio, ma abbiamo evidenziato le criticità sugli strumenti utilizzati».
SALTA LA NOMINA. Non è stata trovata una quadra sulla nomina del Difensore civico regionale. A contendersi la poltrona l’ex assessore regionale ai Trasporti, l’avvocato Giandonato Morra, ex segretario regionale di FdI, e il più volte consigliere regionale Benigno D’Orazio, avvocato e consulente della Lega nel gruppo consiliare abruzzese. La Lega rivendica la casella per via del fatto che la presidenza dell’istituto zooprofilattico sperimentale dell’Abruzzo e del Molise è andata a FdI.
LA FIBROMIALGIA. È stata approvata all’unanimità la legge sulla fibromialgia, malattia cronica che colpisce l’apparato muscolo-scheletrico. La legge approvata istituisce il registro regionale della fibromialgia per la raccolta dei dati al fine di inquadrare clinicamente le persone affette da tale patologia e rilevare le problematiche. La norma prevede, inoltre, di promuovere linee guida per il percorso diagnostico-terapeutico e individuare un centro di riferimento per coordinare il sistema di prevenzione, diagnosi e cura.
LA ZES. Sulla nomina del commissario Zes (Zona economica speciale) interviene l’onorevole di Italia Viva, Camillo D’Alessandro. «Ora appare chiaro a tutti che il presidente Marsilio non vuole un abruzzese e non svela il nome che ha candidato, alla ministra Carfagna, quale commissario della Zes in Abruzzo. Al contrario pare che Marsilio si stia spendendo per un romano come lui alla guida della Zes». (g.g.)