Sulla legge urbanistica regionale dure critiche di Mascarucci (Inu)

2 Settembre 2021

L'AQUILA. «Le linee guida, approvate a maggio scorso dalla Regione Abruzzo, per la nuova legge urbanistica rappresentano un tentativo di sistematizzazione delle prassi esistenti» piuttosto che «un...

L'AQUILA. «Le linee guida, approvate a maggio scorso dalla Regione Abruzzo, per la nuova legge urbanistica rappresentano un tentativo di sistematizzazione delle prassi esistenti» piuttosto che «un progetto compiuto di riforma». È questo un passaggio saliente del documento depositato dalla sezione regionale dell’Istituto nazionale di Urbanistica, firmato dal presidente Roberto Mascarucci, nell’ambito del processo di partecipazione avviato dalla Regione Abruzzo in vista della riforma urbanistica regionale. Il documento dell’Inu sottolinea «tutte le debolezze delle linee guida, che di fatto sono un primo passaggio preliminare all’approvazione definitiva della riforma». L’Istitito di Urbanistica suggerisce alcune integrazioni, «compresi approcci e temi di ordine generale assenti nel testo proposto dalla Regione». Tra queste: la necessità di predisporre una legge di principi, composta da un articolato essenziale e, soprattutto, che si occupi solo di governo del territorio e non di edilizia; uno studio preliminare della situazione territoriale abruzzese; una visione al futuro del territorio regionale che possa ispirare "a cascata" i successivi livelli di configurazione degli assetti territoriali e urbanistici. Tra le proposte anche quella di «costruire strumenti che sappiano porre argine al fenomeno, particolarmente accentuato in Abruzzo, dell’abbandono dei piccoli comuni, assieme all’attenzione a quelli che consentano alle aree urbane forti, a cominciare da quella metropolitana di Pescara, di fare densificazione e rigenerazione urbana. È importante tener conto delle esigenze di mobilità sostenibile, di sicurezza urbana e territoriale e di contenimento del consumo di suolo. Pur riconoscendo nelle linee guida alcuni spunti condivisibili» l'Istituto di urbanistica ravvisa «l’assenza di una struttura giuridica coerente alle finalità che la legge si propone» e ribadisce la disponibilità la propria collaborazione «al delicato percorso di definizione della nuova legge».(m.p.)
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