«Sulmona laboratorio per la sicurezza delle nostre città»

28 Ottobre 2016

Il sottosegretario Mazzocca: il rischio sismico è evidente proviamo a intervenire partendo da scuole e ospedali

L’AQUILA. Cambiare prospettiva giocando d’anticipo, per non doversi ritrovare sempre a fronteggiare le conseguenze drammatiche di un terremoto. Parte dalla città di Sulmona, un’area ad altissimo rischio sismico, il progetto pilota voluto dal sottosegretario alla presidenza della Giunta regionale con delega alla Protezione Civile, Mario Mazzocca. Prevenzione, dunque, è la parola d’ordine. A finanziarla ci penserà il Piano Case varato dal governo Renzi. Del progetto si è discusso alcuni giorni fa, a Sulmona, nel corso del convegno “Cosa c’è sotto”, al quale hanno partecipato l’assessore regionale alle aree interne, Andrea Gerosolimo, il sindaco Annamaria Casini, il presidente dell’Ingv, Carlo Doglioni.

Sottosegretario Mazzocca, com’è nato il progetto?

«Ci stavamo lavorando già da prima del terremoto di Amatrice, nella consapevolezza che la nostra regione è sottoposta a una lunga serie di rischi, da quello sismico, a quello idrogeologico. Anche se alcuni rischi tipicamente classificati come naturali, in parte sono anche indotti dall’attività dell’uomo. Il primo aspetto sul quale ci siamo soffermati è quello della “salute” degli edifici strategici come scuole, ospedali, caserme, e dei centri storici».

Che tempi si prevedono per mettere a punto il “modello” Sulmona, da estendere poi al resto della Regione?

«Vogliamo elaborare una strategia da mettere in campo nel medio termine, diciamo in un periodo un po’ più lungo della durata di una legislatura. Abbiamo iniziato a guardarci intorno, fra le forze vive presenti sul territorio, dagli ordini professionali al mondo accademico, e adesso stiamo tirando fuori un protocollo d’intesa per farci trovare pronti quando si tratterà di attuare il Piano Case Italia. Sicuramente stiamo parlando di anni, perché il patrimonio storico è tanto e tale da preludere a una tempistica non a brevissimo termine, però se mai si inizia l’opera mai la si porta a compimento».

Perché Sulmona?

«Avevamo già individuato una serie di realtà urbane che per storia, consistenza, estensione, potessero essere utili a svolgere una funzione pilota. Sulmona si presta in maniera adeguata, sia perché non è eccessivamente grande, sia perché vi sono una serie di peculiarità che possono fare da scuola».

E i costi?

«Sono tutti da valutare, ma si tratta di un investimento sul nostro futuro. Per quanto riguarda il piano di interventi posso dire che sarà preceduto da una rilevazione a tutto campo, per essere i primi a presentare i progetti da sottoporre all’attenzione del governo».

Il monitoraggio, oltre a Sulmona, riguarderà tutto l’Abruzzo o saranno esclusi i centri che già fanno parte del cratere sismico che hanno già ricevuto o riceveranno finanziamenti?

«Gli interventi riguarderanno tutti i fabbricati che non hanno avuto verifiche sul tema della sicurezza». (cr.re.)