Supera di 1 km/h il limite: multa-beffa a un pescarese

Riceve una contravvenzione di 53,40 euro dal comune cosentino di Crosia. Paga e poi scrive al sindaco: spero servano a un suo concittadino in difficoltà
PESCARA. No, signor Francesco, non è stata una burla, magari da prete. Né è diventato protagonista involontario della trasmissione “Scherzi a parte”, come lei stesso ha ironizzato nella sua elegante lettera. Non saranno i 53,40 euro che ha dovuto pagare a spedire sotto un ponte Francesco Camerlengo, onesto cittadino pescarese la cui grave e imperdonabile colpa è stata quella di superare di 1 (uno, sì, uno) chilometro orario il limite di velocità consentito mentre, circa tre mesi fa, si trovava a transitare nei pressi del comune cosentino di Crosia. A pesare semmai, prima dell’alleggerimento del portafoglio, è quella sottile e sgradevole sensazione di beffa che si è fatta largo albergando nell’animo quando a casa è arrivata la contravvenzione, da leggere e rileggere alla ricerca del refuso, dello sbaglio di persona.
No, nessun errore. Il signor Camerlengo ha violato il codice della strada, e precisamente “l’articolo 142 comma 2 del decreto legislativo numero 285 del 30 aprile 1992 perché alla guida del veicolo, percorreva un tratto di strada sottoposto a limitazione di velocità, superando il limite di 1,00 Km/h”, che a leggerlo tutto d’un fiato pare di sentire Mandrake–Proietti finto vigile in “Febbre da cavallo”. Il verbale redatto dal comando di polizia municipale del comune di Crosia è datato 16 luglio. Dura lex sed lex, certo certo. E poi, il cittadino pescarese è pure “reo confesso”: ammette di essere transitato «per motivi turistici» insieme alla sua famiglia e ad amici nel comune calabrese in direzione nord, ai primi di luglio.
E allora: pagamento entro 5 giorni con misura ridotta del 30 per cento, e dunque 28,70 euro, maggiorato però per le spese postali e amministrative di altri 24, 70 euro. Totale 53,40 euro. La sorpresa è arrivata a casa il 18 settembre, sotto forma di raccomandata. Il tempo di capire e di riprendersi dall’incredulità, e «lo stesso giorno in cui ho ricevuto la contravvenzione», il signor Camerlengo - categoria “cittadini-onesti-comunque” - ha saldato subito la multa perché «sono sempre ligio al dovere», anche se il boccone da mandare giù è amaro assai. Pensando che a Mestre c’è stato chi si è visto recapitare 55 euro di multa per uno scarto di 0,1 kmh, si potrebbe anche sorridere. Eppure, quanti di noi avrebbero fatto ricorso rischiando di spendere quasi come l’entità di una multa, anche se si trovava a 530 chilometri da casa? Magari, il giudice di pace di Cosenza avrebbe fatto come il suo collega di Gallarate che , in un caso simile, ha dato ragione al cittadino per la “tenuità del fatto”. Come dire: le ragioni del buon senso (a volte) vincono la matematica implacabile di un autovelox. C’era da andare fino in fondo per una ragione di principio?
Francesco Camerlengo, responsabile di avere viaggiato come un autista spericolato a ben 1 chilometro oltre il limite, ha deciso di volare alto, almeno più di quei 53,40 euro. E al primo cittadino di Crosia ha preferito inviare una missiva, che pubblichiamo a fianco, dove con ironia e classe, auspica che quel chilometro orario in più pagato a caro prezzo contribuisca ad aiutare un residente di Crosia in difficoltà. Se gli fosse stato chiesto un contributo di uguale entità per lo stesso scopo, siamo certi che avrebbe versato quei soldi molto più volentieri.
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