Superbonus, cessione del credito: le banche ora sono disponibili

8 Aprile 2023

Dopo l’accordo regionale tra Intesa San Paolo e Tosto si aggiungono altri istituti di credito in Italia Il termine ultimo per le case unifamiliari e le villette passa dal 31 marzo al 30 settembre 2023

Sul Superbonus al 110% le banche riaprono i rubinetti per la cessione del credito. Dopo Intesa San Paolo, che ha stretto il primo accordo in Abruzzo per sbloccare i crediti incagliati nei cassetti fiscali delle imprese e sta liberando spazio per operazioni di ri-cessione, altri istituti di credito si fanno avanti. Un primo segnale di ripartenza arriva da Unicredit che non è l’unica ad aver riaperto, sia pure con prudenza. Bpm prevede di ritirare, quest’anno, 3,5 miliardi di euro e Poste è pronta a tornare, già dai prossimi giorni, su un mercato di cui è stata protagonista. Analoga posizione quella di Crédit Agricole, che sta lavorando insieme ad una decina di aziende partner per ampliare ulteriormente la propria capacità fiscale. Un punto, però, è chiaro: il Superbonus, partito per consentire di riqualificare gli immobili non solo a costo zero, ma addirittura con un piccolo guadagno, non sarà più gratis. Il 5 aprile scorso, è arrivato il via libera definitivo al testo della legge di conversione del decreto Cessioni. Tante le novità approvate nel testo.
NUOVE REGOLE
Le misure, che entreranno in vigore dal giorno successivo a quello della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, stabiliscono nuove regole e ridefiniscono il calendario delle scadenze. Il termine per le unifamiliari e le villette passa dal 31 marzo al 30 settembre 2023. Ci sarà, inoltre, più tempo per la comunicazione all’Agenzia delle entrate relativa alla cessione del credito per le spese del 2022: la possibilità è estesa fino al 30 novembre, con il pagamento di una sanzione di 250 euro. Inoltre, i crediti in eccesso di banche e assicurazioni potranno essere trasformati in Btp. Oltre a questi interventi vengono inserite nel testo anche norme di interpretazione autentica, con chiarimenti per limitare i contenziosi futuri, e viene ripristinata la cessione del credito per Onlus, ex Iacp, sismabonus e cratere sismico, a determinate condizioni. Nel testo sono presenti norme che hanno un’efficacia retroattiva, la necessità di approvare rapidamente i correttivi è stata legata principalmente alle scadenze di fine marzo del Superbonus.
VILLETTE UNIFAMILIARI
Un’importante novità riguarda la proroga del termine per villette e unifamiliari: la scadenza viene spostata dal 31 marzo scorso al 30 settembre 2023. La misura era già stata anticipata dal ministero dell’Economia e delle finanze, a ridosso della precedente scadenza. Potranno beneficiare del termine gli stessi contribuenti che avevano avuto accesso alla scadenza del 31 marzo. I destinatari sono i soggetti che, alla data del 30 settembre 2022, abbiano realizzato almeno il 30 per cento dei lavori. Nel computo dei lavori, possono essere compresi anche quelli non agevolati. Ci sarà, pertanto, più tempo per provvedere ai pagamenti e agli altri adempimenti. Gli ulteriori sei mesi stabiliti dal Governo saranno previsti esclusivamente per chi è in fase avanzata dei lavori, mentre sono state stabilite nuove regole per chi ha intenzione di iniziarne di nuovi.
CESSIONE DEL CREDITO
Un’ulteriore novità è la possibilità di cedere i crediti del Superbonus e delle altre agevolazioni edilizie, per le spese sostenute nel 2022, anche oltre la scadenza passata del 31 marzo. Chi non ha ancora trovato un’acquirente per i propri crediti potrà provvedere alla comunicazione all’Agenzia delle entrate entro la nuova scadenza del 30 novembre 2023, lo stesso termine previsto per l’invio delle dichiarazioni dei redditi. La possibilità è prevista grazie allo strumento della remissione in bonis, che permette di continuare a cedere i crediti con il pagamento di una sanzione di 250 euro. La misura è finalizzata a favorire lo sblocco dei crediti incagliati, dando la possibilità ai contribuenti di trovare nuovi acquirenti entro la nuova scadenza.
DETRAZIONI IN 10 ANNI
Per aumentare la capienza fiscale dei soggetti che effettuano interventi del Superbonus, e non riescono a cedere le somme, è stata prevista la possibilità di portarle in detrazione in 10 anni, invece dei 4 anni stabiliti ordinariamente, con 10 rate annuali dello stesso importo. Questo sistema riguarda, in particolare, le cessioni di crediti d’imposta con comunicazione inviata all’Agenzia delle entrate entro il 31 marzo 2023. In altri termini, viene estesa la precedente disposizione prevista dal decreto Aiuti quater per le comunicazioni inviate fino al 31 ottobre scorso. Potranno scegliere la strada della detrazione in 10 anni anche i contribuenti che hanno sostenuto spese tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2022. Una volta scelta, l’opzione è irrevocabile. Deve essere, inoltre, esercitata nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno d’imposta 2023, quindi con l’invio del modello 730 del 2024 o modello dei redditi PF sempre del 2024. Chi intende scegliere questa strada dovrà fare particolare attenzione nell’invio della dichiarazione dei redditi 2023: la norma prevede, infatti, che «l'opzione è esercitabile a condizione che la rata di detrazione relativa al periodo d’imposta 2022 non sia stata indicata nella dichiarazione dei redditi».
ALTRE MISURE
Oltre ai principali provvedimenti della legge di conversione del decreto Cessioni, nel nuovo testo è contenuta una serie di interventi correttivi e interpretativi. Tra questi c’è il ripristino della cessione del credito per determinate categorie di contribuenti. Nello specifico, torna la possibilità pe gli enti del Terzo settore, le Onlus e le cooperative, per il comparto dell'edilizia popolare, ex Iacp e Ater, per il sismabonus cratere e per l'edilizia libera.