Superbonus, cosa cambia con il nuovo governo

15 Ottobre 2022

Il 110% non scomparirà ma la detrazione fiscale subirà una doppia riduzione Scenderà all’80 per cento per le prime case e per le seconde tra il 50 e il 65%

L'AQUILA. Il Superbonus 110% non scomparirà. Il nuovo Governo intende prorogare l'agevolazione, applicando tuttavia una distinzione tra prima e seconda casa: la detrazione fiscale per l’abitazione principale scenderà dal 110 all’80%, mentre per le seconde la percentuale potrebbe oscillare tra il 50 e il 65%.
Altro punto: la riforma dei bonus casa non andrà a creare difficoltà ai cantieri già in corso. Verrà inserita, infatti, una clausola di salvaguardia per tutte le pratiche già autorizzate e avviate.
SCADENZE E ALIQUOTE.
Insomma, ci saranno modifiche, ma non sostanziali per evitare di penalizzare gli imprenditori del settore o frenare il comparto delle ristrutturazioni edili. Tempi e nuove modalità di applicazione del Superbonus per il 2023 saranno definiti nella legge di Bilancio, così come lo scorso anno, quando erano state ritoccate le aliquote in vigore.
Al momento, per quanto riguarda i lavori da svolgere nei condomini, la percentuale al 110% verrà attuata fino al 2023, l’anno successivo scalerà al 70% e nel 2025 ancora al 65%. Per villette e abitazioni unifamiliari, la scadenza massima per aderire alla misura è il 31 dicembre 2022. Ma il nuovo Governo apporterà dei cambiamenti, a partire proprio dalle aliquote, che verranno riviste al ribasso, in particolare per le seconde case.
COSA CAMBIA.
Il Superbonus è stato oggetto, finora, di ben 16 decreti correttivi. Un meccanismo che va verso un ulteriore riordino, come l'intero sistema delle agevolazioni edilizie. Secondo le indicazioni emerse, i bonus per la ristrutturazione e l'adeguamento degli edifici non supereranno l’80% del costo sostenuto e saranno indirizzati prevalentemente verso l'abitazione principale, «riducendo e semplificando gli adempimenti previsti, senza far venir meno la severità dei controlli».
Per diversi mesi la cessione dei crediti nei confronti del sistema bancario è stata congelata e il mercato delle ristrutturazioni ha subìto un rallentamento. Ma gli ultimi report pubblicati dall' Enea, l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, che risalgono alla fine di settembre, mostrano una ripresa con investimenti ammessi a detrazione per ben 51 miliardi di euro e lavori conclusi per 35 miliardi di euro, il 70% del totale.
L’asseverazione è stata richiesta da 37mila condomini, che hanno realizzato ristrutturazioni pari a una media di 585 mila euro, e oltre 178 mila case unifamiliari, che hanno comportato finora un costo medio di 114 mila euro.
CESSIONE DEL CREDITO.
Lo stop alle cessioni del credito era stato attuato in quanto le banche avevano esaurito i loro "spazi fiscali" per acquisire i crediti maturati dalla clientela che aveva usufruito del Superbonus.
La conversione in legge del decreto Aiuti bis ha portato a una semplificazione della procedura, sbloccando di fatto il meccanismo. In particolare, è stato chiarito che «la responsabilità in solido tra cedente (cittadino o impresa edile) e cessionario (istituto di credito) interviene solo nei casi di dolo e colpa grave. A condizione, però, che il cedente acquisisca l’asseverazione e il visto di conformità».
Prima del decreto Aiuti bis, nel caso di irregolarità degli interventi e mancato ottenimento del bonus, ad esempio per mancato raggiungimento della classe energetica richiesta, insieme al cittadino a dover rimborsare l’Agenzia delle Entrate erano anche la banca o l’impresa edile.
LAVORI ANTECEDENTI.
La limitazione di responsabilità vale in caso di regolarità nella documentazione necessaria per la cessione del credito. Tuttavia, il Decreto introduce anche una clausola di salvaguardia per i crediti derivanti dai bonus casa avviati prima del 12 novembre 2021, data di entrata in vigore degli obblighi di acquisizione dei visti di conformità, delle asseverazioni e delle attestazioni previsti dal Decreto antifrode: la ditta che ha effettuato i lavori potrà acquisire le attestazioni "ora per allora", con effetto retroattivo per i crediti maturati prima dell’introduzione degli obblighi sul visto di conformità e asseverazioni.