Superbonus, cosa cambia Tutte le agevolazioni in vigore anche nel 2024

21 Ottobre 2023

Il Governo ha deciso: niente sconto in fattura né cessione del credito Previsti contributi a fondo perduto alle famiglie meno abbienti

Manovra senza proroghe per il Superbonus. Dal prossimo anno cambieranno radicalmente le regole per accedere alle detrazioni per le ristrutturazioni edilizie e per l'eventuale cessione del credito fiscale. La legge di Bilancio, infatti, non ha previsto alcuna proroga delle misure attualmente in vigore. Ma vediamo cosa cambierà dal 1° gennaio 2024 e quali passaggi dovranno effettuare cittadini e imprese per ottenere le agevolazioni.
NESSUNA PROROGA
Seppur auspicata da più parti, l'Associazione costruttori in primis, la proroga del Superbonus non c'è stata. Ciò significa che, a partire dal prossimo anno, i contribuenti che eseguono lavori edilizi anche agevolati dovranno versare l’intero importo in anticipo per detrarre, poi, la spesa. La possibilità di cessione del credito resta fortemente limitata alle poche deroghe di legge. Inoltre, l’unico modo per rientrare nell'attuale normativa legata allo sconto in fattura e alla cessione del credito è quello di completare i lavori entro il 31 dicembre 2023. Non è previsto alcun rinvio neppure per i condomini. L’unica misura di Governo per aiutare i privati rimasti con i lavori a metà è stato quello di riservare, ai meno abbienti, un contributo a fondo perduto, da richiedersi entro la fine di questo mese.
COSA CAMBIA DAL 2024
Dopo il 31 dicembre 2023 il Superbonus scende al 70% e non prevede, confermando le regole in vigore dal 17 febbraio scorso, la possibilità di applicare sconto in fattura o cessione dei crediti oltre quelle previste per legge. La strada principale da seguire resta sostanzialmente la detrazione diretta nel 730. Nello specifico, da gennaio 2024 il Superbonus sarà riconosciuto limitatamente al 70% per i condomini e al 65% per le villette unifamiliari, mentre nulla cambia per la cessione del credito e lo sconto in fattura rispetto ad oggi. Il problema, come evidenziato dal ministero dell’Economia, è di natura economica: nella nuova Manovra non è stato inserito il Superbonus, né sono state previste regole particolari per sanare le attuali situazioni di crisi in cui versano, ad esempio, i cosiddetti esodati del Superbonus, rimasti con i cantieri avviati e i cassetti fiscali con crediti incagliati, in quanto non trovano banche o altri soggetti disposti ad acquisirli per i Sal successivi ai primi. Per usufruire dello sconto in fattura, i lavori vanno completati entro l’anno. In caso contrario, si attiva il meccanismo delle detrazioni, fatto salvo quanto maturato in precedenza. Anche per chi non riuscirà a portare a termine i lavori entro il 31 dicembre 2023, potrà essere applicata la cessione del credito, che resta in vigore per tutto il 2024. Ma con una differenza sostanziale: l'incentivo sarà ridotto al 70% e dovrà conformarsi ai dettami dell’attuale normativa sul numero delle cessioni.
LE NUOVE REGOLE
Fino al 2025, quindi anche per il prossimo biennio, il Superbonus sarà in vigore con una serie di modifiche tecniche rispetto al beneficio pieno di cui hanno usufruito finora i proprietari per la ristrutturazione delle abitazioni. L’applicabilità del Superbonus, infatti, è prevista fino a tutto il 2025, ma con regole diverse e, soprattutto, con un calendario di scadenze differenziato in base all’immobile e alla spesa. Per i condomini e le persone fisiche, per gli appartamenti singoli in condominio e per edifici composti da 2 a 4 unità immobiliari distintamente accatastate, anche se posseduti da un unico proprietario o in comproprietà, la detrazione, ripartita in quattro quote annuali di pari importo, è la seguente: 90% per le spese 2023, 70% di detrazione per le spese nel 2024 e 65% per le spese sostenute 2025. Stesse scadenze per onlus e organizzazioni non commerciali. Per le villette resta la proroga del 110%, ma soltanto se i lavori che terminano entro 31 dicembre 2023 e per chi aveva già un primo Sal al 30% alla data del 30 settembre 2022.