Superbonus, ecco il piano per salvare 10mila cantieri

6 Marzo 2023

Le anticipazioni sulle modifiche al decreto che manda ko imprese e famiglie

PESCARA. Slitta di un giorno il termine per la presentazione in commissione Finanze alla Camera degli emendamenti al decreto legge che ha decapitato il Superbonus 110%. La commissione ha rinviato la scadenza alle 12 di domani. È la prima tappa di una settimana decisiva per almeno 10mila cantieri in Abruzzo messi all’angolo dal decreto che ha bloccato le cessioni dei crediti.
Cosa accade dopo? Le ammissibilità degli emendamenti dovrebbero essere fatte giovedì 9 marzo, e la settimana successiva sarà dedicata al loro esame da parte di Governo Meloni e dal relatore Andrea De Bertoldi, di Fratelli d’Italia. Le votazioni in commissione, infine, dovrebbero iniziare tra il 20 e il 21 marzo. Mentre il testo è atteso in aula alla Camera non prima del 27 marzo. E dopo l’ok della Camera dovrà passare al Senato.
Questi sono i tempi. Passiamo alle anticipazioni su cui imprese e famiglie ripongono forti aspettative.
ECCO IL PIANO.
Diciamo subito che le principali e possibili modifiche messe sul tavolo dalla politica sono l’esclusione dallo stop a sconto in fattura e cessione del credito per case popolari, immobili delle Onlus, e lavori anti-sismici. Forti dubbi invece permangono sull’auspicato e sostanziale ricorso alle compensazioni attraverso i modelli F24 per aumentare la capacità di acquisto da parte delle banche, per ciò che riguarda limitatamente i 19 miliardi per crediti incagliati pregressi, e non per quelli futuri.
Su questa soluzione, proposta dall’Ance e su cui il governo ha mostrato una tiepida apertura, ci sarebbero però degli approfondimenti in corso da parte della Ragioneria dello Stato. Entriamo nel dettaglio.
LE PROPOSTE SALVACANTIERI.
I primi Superbonus 110% da salvaguardare, secondo le intenzioni del governo Meloni, sono quelli relativi ai lavori su messa in sicurezza da eventi sismici, case popolari e Onlus. La maggioranza di governo è infatti al lavoro per sospendere – a favore dei soggetti coinvolti – il decreto di blocco della cessione crediti entrato in vigore il 17 febbraio scorso.
L’esecutivo stesso dunque è pronto oltre che convinto a fare retromarcia. Una proroga arriverebbe, inoltre, per i proprietari delle villette o delle unità abitative unifamiliari, e per l’edilizia libera, rispetto alle norme del decreto emanato due settimane fa: le agevolazioni verrebbero mantenute fino al 31 marzo 2023, purché entro il 30 settembre 2022 sia stato realizzato almeno il 30 per cento di stato di avanzamento dei lavori (Sal).
Ma visti i tempi necessari per l’iter di conversione del decreto legge, è molto più probabile che queste ultime soluzioni finiscano per essere superate ancora prima di sbocciare. Occorrerà inoltre molto più tempo per i cosiddetti incapienti, ovvero quelli che sono definiti “esodati del Superbonus”. Non avendo sufficiente capacità fiscale nella dichiarazione annuale dei redditi, questi soggetti non possono utilizzare le quote dei bonus, unica alternativa rimasta dopo il blocco dello sconto in fattura e la cessione dei crediti d’imposta. Un intervento in loro favore potrebbe però arrivare nelle prossime settimane, soprattutto per i soggetti a basso reddito che, peraltro, avrebbero difficoltà a utilizzare anche il Superbonus 90% del 2023 che prevede un quoziente reddituale massimo di 15mila euro tra i requisiti dei richiedenti.
LA POLITICA ABRUZZESE.
La commissione Finanze della Camera che si occuperà degli emendamenti, come si diceva, è presieduta dal deputato di FdI Marco Osnato. Il suo vice è il leghista eletto in Abruzzo Alberto Bagnai. E nel ruolo di segretario dell’ufficio di presidenza troviamo un altro abruzzese, il deputato Guerino Testa, meloniano come il relatore degli emendamenti, De Bertoldi. Sul fronte opposto, per il Pd, c’è Luciano D’Alfonso. Ma qualunque deputato, non presente in questo organismo della Camera, può far sentire la sua voce delegando il proprio capogruppo in Commissione a presentare emendamenti al decreto legge. È il caso della pentastellata abruzzese Daniela Torto.
I COMMENTI.
«Domani inizia una settimana decisiva per la partita del Superbonus», dichiara il segretario Testa. «È necessario contemperare l’esigenza di dare risposte certe e concrete a cittadini e imprese, con la salvaguardia del debito pubblico ed il contrasto alle frodi. Come ha detto il Comandante Generale della Guardia di Finanza, Giuseppe Zafarana, nel corso della sua audizione in commissione Finanze della Camera, in due anni sono stati sequestrati oltre 3,7 miliardi di crediti d’imposta inesistenti, che se non fossero stati sottoposti a vincolo cautelare, avrebbero causato un mancato gettito fiscale di pari ammontare. Una cifra», sottolinea Testa, «che potrebbe arrivare anche al doppio. Domani scade il termine per la presentazione degli emendamenti al decreto: dobbiamo sciogliere le riserve sulla cessione dei crediti incagliati», conclude, «ponendo grande attenzione al sismabonus, all’edilizia libera, alle case popolari ed alle Onlus”.
«È noto che il presidente della Regione, Marco Marsilio e, contemporaneamente il relatore del decreto cessioni De Bertoldi in commissione Finanze», ricorda la deputata dei 5 Stelle Torto, «hanno mostrato aperture in seguito alle forti polemiche del Movimento 5 Stelle e di tutto il comparto edilizio dichiarando che ci sarebbero state presto notizie di ravvedimento da parte del Governo proprio in materia di crediti fiscali e bonus edilizi. Vedremo se hanno detto il vero o se, ancora una volta, ci illuderanno di poter raggiungere i risultati sperati. Personalmente», prosegue, «ho depositato l’emendamento che deroga al divieto delle cessioni del credito in materia di Superbonus e che quindi prevede, nello specifico, di escludere dal divieto del decreto “cessioni”, gli interventi nei Comuni colpiti da sisma. Infatti», spiega la pentastellata, «la cancellazione della possibilità di cessione del credito, per come è stato scritto il dl cessioni, è indiscriminata e riguarda anche le decine di migliaia di pratiche di terremoto dal 2009 al 2017 i cui danneggiati hanno optato per la rinuncia al contributo post sisma per realizzare gli interventi col Superbonus (alternativo al contributo per la ricostruzione)».
TERREMOTATI E BEFFATI.
«Per queste pratiche», conclude Torto, «è prevista la maggiorazione del 50% dei massimali e la detraibilità delle spese al 110% fino al 31 dicembre 2025. Pertanto i titolari di queste pratiche, dato il lungo tempo del beneficio, non hanno affatto già presentate le Cilas o altro titolo abilitativo e con lo stop alla cedibilità dei crediti non potranno realizzare i lavori. Così, dopo aver rinunciato al contributo per la ricostruzione, ora non possono più effettuare i ripristini col Superbonus: terremotati e beffati».