Superbonus, finiti i fondi Che cosa succede adesso

Lo stop delle banche gela utenti e imprese: si perdono anche 15mila posti
I fondi stanziati dal Governo per il Superbonus 110% sono terminati. Anzi, superati: gli interventi edilizi ammessi a detrazione in Italia valgono infatti complessivamente 33,7 miliardi, mentre a disposizione ci sono 33,3 miliardi. E molti istituti bancari hanno già comunicato di non poter più acquistare il credito d’imposta dalle imprese che realizzano le opere. Anche perché alcuni degli istituti hanno pure superato il loro tetto massimo.
Uno stop che è una doccia fredda, insomma, sia per chi ha già progettato la restaurazione del proprio edificio secondo gli stringenti paletti volti all’ecosostenibilità e alla sicurezza anti-sismica, sia per l’intero settore delle costruzioni che si stava riprendendo proprio grazie al 110% dopo anni di dura crisi.
In Abruzzo, dove il Superbonus vale già un miliardo di euro, si rischia così di perdere 15mila posti di lavoro. Ma anche il fallimento di centinaia di imprese, che sarebbero esposte a contenziosi con i propri clienti, costretti ora a pagare di tasca propria per vedere realizzate le opere progettate. Lo dicono sindacati e associazioni di categoria, preoccupati anche per la mancanza di assicurazioni da parte del Governo su un possibile rifinanziamento della misura.
Il settore dell’edilizia è quindi pronto a mobilitarsi nel caso le richieste non venissero accolte dall’Esecutivo. Al momento non ci sono aperture, anzi: il Governo sembra voler rivedere il sistema dei tanti bonus introdotti negli ultimi anni.
LA DOCCIA FREDDA
È stato il bollettino mensile diffuso nei giorni scorsi dall’agenzia per l’ambiente Enea a rivelare il superamento del limite dei fondi a disposizione. Al 31 maggio, infatti, gli interventi edilizi in corso in Italia erano 172.450 per 33,7 miliardi di euro di detrazioni contro i 33,3 miliardi stanziati. Circostanza che rischia di portare a fibrillazioni all’interno del Governo. Anche se il Superbonus 110% è stato prorogato con la Legge di Bilancio 2022, il premier Mario Draghi non sarebbe intenzionato a rifinanziare ulteriormente la misura, anche perché i mezzi per rimpolpare i fondi per i bonus edilizi si fanno sempre più esigui.
Nuovi stanziamenti da parte del Governo sarebbero però necessari considerato che il termine ultimo per accedere al Superbonus è fissato al 30 giugno 2022, ma la misura rimarrà valida fino a fine anno per gli edifici unifamiliari nel caso in cui il 30% dei lavori sia completato entro il 30 settembre e resterà in vigore per tutto il 2023 per gli Istituti autonomi case popolari.
Secondo il rapporto Enea, i lavori edilizi che hanno accesso alle agevolazioni del Superbonus 110%, nonostante il caos dei crediti e dei numerosi limiti posti per evitare le truffe, continuano a crescere di circa 3 miliardi ogni mese, anche se buona parte riguarda le villette unifamiliari, mentre molto poco viene investito dai condomini.
L’analisi Enea confronta i dati con il mese precedente, di 155.543 interventi registrati nell’aprile scorso, e rileva al 30 maggio il 70% dei lavori realizzati, per un totale di investimenti pari a 21,5 miliardi di euro e detrazioni maturate per i lavori conclusi che ammontano a 23,6 miliardi.
Il report dell’agenzia individua un numero di asseverazioni nei condomini di 26.663 con investimenti complessivi che sfiorano i 15 miliardi di euro e un investimento medio di circa 562mila euro.
Per gli edifici unifamiliari le asseverazioni sono invece 91.444, per oltre 10 miliardi di investimenti e con un investimento medio di 113mila euro.
Infine, per le unità immobiliari funzionalmente indipendenti l’Enea conta 54.338 asseverazioni in Italia, investimenti complessivi per 5,3 miliardi e un investimento medio di quasi 98mila euro.
I NUMERI IN ABRUZZO
Il rapporto mensile dell’Enea dice che l’Abruzzo a fine maggio vantava 4.687 asseverazioni e un totale di investimenti ammessi a detrazione di un miliardo e 41 milioni di euro. Gli investimenti per lavori già conclusi hanno invece un valore di 673 milioni di euro, pari al 64,6% delle opere previste.
Le asseverazioni condominiali – che rappresentano i progetti solitamente più costosi – sono 1.083, per un totale di 653 milioni di euro di opere ammesse a detrazione: è stato realizzato, in questo caso, il 60,9% dei lavori. Di più, ben 2.337, cono invece le asseverazioni in edifici unifamiliari, dove il totale dei lavori ammessi a detrazione è di 263 milioni di euro e quelli portati a termine raggiungono il 69,1%. Le asseverazioni nelle unità immobiliari funzionalmente indipendenti sono invece a quota 1.267. In questo caso il totale dei lavori ammessi è di 123 milioni di euro, di cui già realizzato addirittura il 75,1%.
Sono, questi, numeri cresciuti in maniera importante nel mese di maggio. Ma che certamente stanno crescendo anche nei primi giorni del mese di giugno.
Rispetto al resto d’Italia, in Abruzzo nei condomini si investe di più: in regione la media è di 603mila euro a progetto nei palazzi, contro i 562mila della media nazionale. Perfettamente in linea con la media nazionale, invece, la spesa per gli edifici unifamiliari di 112mila euro e delle unità funzionalmente indipendenti di 97mila.
LE REAZIONI
«Così si blocca un settore che era in ripresa, con tutto il suo indotto, e si tornerà indietro a una grave crisi», dice il segretario generale della Filca Cisl Abruzzo Lucio Girinelli, continuando non nascondendo la preoccupazione per il futuro del settore: «Il Governo dovrà intervenire, sia perché ci sono migliaia di pratiche avviate, ma anche perché il settore non si può fermare dopo gli investimenti fatti. Sono a rischio solo in Abruzzo 15mila posti di lavoro. Si tratta di posti di lavoro dovuti proprio al Superbonus, che ha portato una piena occupazione, anche se mancano maestranze specializzate e quindi il settore va riqualificato».
Spiega invece il segretario generale della Fillea Cgil Abruzzo Silvio Amicucci: «È in ballo, tra l’altro, il ruolo fondamentale assunto dal settore delle costruzioni nella transizione ecologica. Il Governo deve prorogare e rifinanziare il Superbonus e deve diluirlo negli anni, perché non è possibile concentrarlo in poco tempo. Questo porta a difficoltà evidenti come quelle che stiamo vedendo, anche a speculazioni sulle materie prime. Questo settore inoltre ha la necessità di trasparenza e legalità, che si riflettono poi nella sicurezza nei cantieri e nella regolarità dei contratti delle maestranze».
Sul tema è intervenuto anche Antonio D’Intino, presidente regionale dell’associazione d dei costruttori edili Ance: «Con il Superbonus lo Stato ci guadagna. Si è calcolato che per ogni euro investito, ne rientrano 3,7 con lavoro, tasse e materie prime, che sono prettamente locali. E poi c’è un guadagno in prospettiva: nel calo dei consumi energetici e delle spese sociali, per esempio. Ora in Abruzzo il settore è tornato ad avere 40mila addetti. Io sono ottimista: È talmente importante il Superbonus, che il Governo non può rischiare il fallimento di centinaia di imprese, che sarebbero colpite anche dai contenziosi con i privati le cui pratiche sono già partite».

