Superbonus per i condomini Chiuso l’88,8% dei cantieri: ecco perché conviene ancora

17 Febbraio 2024

Quest’anno passa dal 110 al 70 per cento, mentre nel 2025 scenderà al 65% Sarà in ogni caso la misura fiscale più al risparmio nel settore dell’edilizia

Il 2025 sarà l'anno del Superbonus. Dopo la "corsa finale" per accaparrarsi le aliquote più generose, con il 110% valido fino al 31 dicembre 2023, l’anno in corso ha visto scendere la maxi detrazione al 70%. A partire dal 1° gennaio 2025 diminuirà ancora al 65 per, poi, uscire di scena nel 2026. È evidente che l’attrattività del Superbonus si è ridotta, ma il progressivo depotenziamento non si traduce automaticamente in un declino tout court dello strumento di agevolazione per le ristrutturazioni edilizie. Discorso valido, in particolare, per il prossimo anno quando ecobonus e sismabonus scenderanno al 36%, con la conseguenza che il Superbonus tornerà a essere la detrazione più conveniente, almeno per i condomini. Intanto, i dati al 31 gennaio 2024 diffusi dall'Enea certificano come, a fronte delle opere concluse, poco più dell'88%, i lavori rimasti nel limbo, in Abruzzo, sono 1.571 di cui 603 condomini.
REPORT ABRUZZESE
Hanno chiuso i cantieri 4.369 condomini, l'86,2% di quelli interessati dalle opere di ristrutturazione edile, per 2 miliardi 254 milioni 775.041 euro di lavori realizzati e ammessi a detrazione. Lavori finiti per 95,4% degli edifici unifamiliari, 6.914 in totale, con 751 milioni 839.762,35 euro di lavori ammessi a detrazione e il 96,3% delle unità funzionalmente indipendenti. In questo caso gli edifici interessati sono 2.258 per 210 milioni 101.937,77 euro di interventi detratti. L'investimento medio, per i condomini, è pari a 60 mila 624,98 euro che scendono a 116mila 025,88 euro per gli edifici unifamiliari e a 97mila 810,26 euro per le unità funzionalmente indipendenti.
RIVALUTAZIONE SUPERBONUS
La misura sarà ancora fruibile per le spese sostenute nel 2025, sebbene nella percentuale del 65%, riservata ai condomini e ai proprietari di edifici da 2 a 4 unità immobiliari. Sono esclusi, dunque, i proprietari degli edifici unifamiliari. L'aliquota al 110% sopravvivrà , il prossimo anno, solo in alcuni specifici casi ovvero per gli interventi eseguiti nei comuni dei territori colpiti da eventi sismici che si sono verificati a partire dal 1° aprile 2009 nei quali sia stato dichiarato lo stato di emergenze – in cui rientra l'Abruzzo – e lavori eseguiti da Onlus, Odv e Aps che prestano servizi socio-sanitari e assistenziali. L’ecobonus e sismabonus, che rappresentano una sorta di potenziamento delle aliquote per alcuni interventi già agevolabili con il bonus ristrutturazioni, termineranno il 31 dicembre prossimo, con la conseguenza che anche per gli interventi di efficientamento sismico o energetico si applicherà alle spese sostenute nel 2025 l’aliquota al 36% fino a un massimo di 48mila euro.
Tale ridimensionamento renderà il Superbonus, anche se depotenziato, la misura principe del 2025, garantendo una percentuale di detrazione quasi doppia (65%) per i contribuenti che potranno ancora usufruirne. Gli interventi edilizi destinati a terminare nel 2025, dovranno essere concepiti tenendo conto di questo vantaggio fiscale e anche di alcuni paletti: le opere di efficientamento energetico dovranno garantire il doppio salto di classe, mentre per gli interventi strutturali potrà essere sfruttata la possibilità di non ottenere alcun passaggio di classe sismica.
BONUS RISTRUTTURAZIONI
E BARRIERE
Per quanto riguarda i proprietari di villette e case singole, invece, il Superbonus non risulta applicabile già adesso: infatti, hanno potuto usufruire dell'agevolazione solo per le spese sostenute entro il 30 giugno 2022. La maxi detrazione, nello specifico, può essere applicata anche alle spese per intervenire su tali edifici unifamiliari sostenute dopo questa data, ma comunque entro il 31 dicembre 2023, e a condizione che alla data del 30 settembre 2022 siano stati effettuati i lavori per almeno il 30% dell’intervento complessivo. Il Superbonus nel 2025 non riguarderà, pertanto, le villette ma restano a disposizione il bonus Ristrutturazioni e il bonus Barriere. Il primo sarà fruibile anche per le spese sostenute il prossimo anno: si tratta, infatti, di una detrazione senza scadenza. Tuttavia, salvo proroghe, a partire dal 1° gennaio 2025 questo potrà applicarsi con un’aliquota ridotta rispetto ad oggi. Infatti, la misura tornerà al suo regime originario con una percentuale del 36% su un ammontare di spesa massima agevolabile pari a 48mila euro. Il bonus è fruibile in relazione a interventi edilizi di recupero del patrimonio edilizio eseguiti su singole unità immobiliari o parti comuni di edifici, purché di tipo abitativo o promiscuo, e si configura come una detrazione sull’Irpef da ripartire in 10 quote annuali di pari importo. Il bonus barriere, invece, è una detrazione pari al 75% delle spese sostenute per eliminare direttamente gli ostacoli fisici che, all’interno di uno spazio edificato già esistente, rendono l’accesso e l’utilizzo ostico da parte di persone con disabilità. Dal 30 dicembre 2023 il bonus è stato ridimensionato.
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