Superbonus, slitta la decisione per le case nel cratere sismico

Il voto rinviato a lunedì, i proprietari delle abitazioni lesionate dal terremoto dovranno attendere ancora Ieri la Commissione finanze ha detto sì soltanto a una parte di modifiche. L’incognita sui crediti incagliati
L'AQUILA. Slitta a lunedì 27 marzo, alle 11, in Commissione finanze della Camera, il voto finale per la proroga del Superbonus 110% fino al 2025, nelle zone colpite dal sisma. Si voterà anche per la cessione del credito e le villette unifamiliari, per le quali è ormai certa la proroga al 30 giugno per la fine dei lavori, anche se si sta valutando un'estensione al 30 settembre. Hanno già avuto il via libera, invece, gli emendamenti per la rimozione delle barriere architettoniche e per l'edilizia libera: sostituzione di caldaie, infissi e fotovoltaico. In quest'ultimo caso, sarà sufficiente un'autocertificazione per attestare la data di inizio lavori e l'accordo tra le parti. Resta nel limbo il problema dei crediti incagliati ovvero fermi nei cassetti fiscali di banche e imprese: sull'utilizzo degli F24 non c'è ancora un accordo pieno.
I LAVORI IN COMMISSIONE.
Della Commissione finanze, che sta esaminando gli emendamenti al decreto Superbonus prima dell'arrivo in aula, e di cui stiamo seguendo passo passo i lavori, fanno parte tre parlamentari eletti in Abruzzo: il vice presidente, il leghista Alberto Bagnai, e i deputati Guerino Testa, (Fdi), segretario della Commissione e Luciano D'Alfonso (Pd).
Ieri ha avuto il via libera il primo pacchetto di misure emendate, a firma di maggioranza e opposizione, che riguardano i lavori per la rimozione delle barriere architettoniche, la deroga per chi aveva già presentato la Cila, l’edilizia libera per la sostituzione di caldaie e infissi e il fotovoltaico. Non sarà più necessario il titolo abilitativo per attestare la data di inizio dei lavori, ma saranno sufficienti il versamento di un acconto con accredito bancario o le autocertificazioni di acquirente e venditore, che attestino l’esistenza di un contratto.
ANCORA DA VOTARE.
Lunedì arriveranno in commissione tre emendamenti chiave del decreto Superbonus: la proroga al 2025 per i lavori nelle zone colpite dal sisma, villette unifamiliari e cessione del credito, che sono stati oggetto di un'ulteriore rimodulazione.
«È ormai certa la proroga del termine per i proprietari di villette unifamiliari, che entro il 30 settembre scorso avevano effettuato almeno il 30% dei lavori, e che avranno tempo fino al 30 giugno per concludere la spesa e portarla in detrazione beneficiando del 110%», dichiara Testa, «ma è anche possibile che si vada ad uno slittamento al 30 settembre».
Lunedì passeranno in Commissione, con una nuova rimodulazione, anche la cessione del credito e la proroga per le aree sisma. Il Governo si è già espresso positivamente sulla proroga del Superbonus fino al 31 dicembre 2025, per gli interventi di efficientamento energetico e di miglioramento sismico effettuati nelle aree colpite da eventi sismici. Manca solo il passaggio formale. «Stiamo facendo un grande lavoro sinergico con l'opposizione e gli uffici del ministero delle Finanze per trovare soluzioni idonee», sostiene Testa, «senza rischi per le casse dello Stato».
CREDITI INCAGLIATI.
Ma sullo sblocco dei crediti fiscali tramite F24 non c'è alcuna certezza. I crediti incagliati nei cassetti fiscali delle imprese e delle banche, che non possono essere riscossi, ammontano a circa 20 miliardi. Il Governo sostiene che molte banche e assicurazioni abbiano ancora la possibilità di acquisire crediti. «Lo sblocco dei crediti incagliati è un obiettivo che si prefigge di raggiungere il governo Meloni», conclude Testa, «per arrivare a una soluzione che non penalizzi nessuno sono allo studio varie ipotesi, tra cui gli F24. Vogliamo correggere le storture del meccanismo senza, per questo, far ricadere gli effetti delle nostre scelte sulle famiglie o sulle aziende».

