Superbonus, stop anche alle leggi salva-cantieri

17 Febbraio 2023

Doccia fredda sulla Regione, l’ira dei costruttori e le accuse di M5S e Pd

PESCARA.. Due progetti di legge e una delibera di giunta per sbloccare i crediti d’imposta del Superbonus diventano carta straccia prima ancora che la Regione Abruzzo approvi la norma salva-cantieri. La notizia di quanto il governo Meloni e in particolare il ministro dell’Economia e Finanze della Lega, Giancarlo Giorgetti, fossero contrari alle iniziative che diverse regioni, tra cui la nostra, portano avanti per acquistare i crediti dagli istituti bancari, utilizzandoli, in compensazione della spesa, come sconti fiscali propri, si era diffusa subito, ieri mattina, grazie a un articolo del Sole 24 Ore.
IN CRESCENDO. L’articolo del quotidiano economico ha subito scatenato, in Abruzzo, reazioni, timori e rabbia della vasta platea di portatori di interesse. Nel pomeriggio, la doccia fredda si è accentuata con le conferme che giungevano dalla commissione congiunta Bilancio e Affari costituzionali. Infine è arrivata la scure del governo che, nel Cdm, ha approvato ildecreto che dà lo stop, agli enti locali, all’acquisto di crediti incagliati nelle banche.
CAPORETTO DELL’EDILIZIA. Secondo una stima dell’Ance, che potrebbe già essere in difetto, la decisione stritola 500 imprese abruzzesi, oltre 3mila famiglie e 1.000 cantieri. Una debacle, una Caporetto che il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, si aspettava accadesse. Infatti il direttore generale della Regione Abruzzo, Antonio Sorgi, aveva inviato al Mef una richiesta di chiarimenti e un confronto per definire il perimetro entro il quale l’ente si sarebbe potuto muovere nelle operazioni e come regolamentare l’acquisto dei bonus. La risposta non è mai arrivata. E la rabbia dei costruttori è montata con il passare delle ore.
LA REAZIONE. «Se il Governo blocca l’acquisto dei crediti da parte degli enti pubblici, che si stanno facendo carico di risolvere un’emergenza sociale ed economica sottovalutata dalle amministrazioni centrali, senza aver individuato ancora una soluzione strutturale, migliaia di imprese rimarranno definitivamente senza liquidità e i cantieri si fermeranno del tutto con gravi conseguenze per le famiglie», scriveva nel pomeriggio il presidente dell’Ance Abruzzo, Antonio D’Intino, prevedendo l’epilogo infausto. Che in serata si è materialiazzato. Inviperiti i 5 Stelle e il Pd della regione.
LA POLITICA. «Eccola qui la superpropaganda di Lega, Fratelli D’Italia e Forza Italia. Le notizie odierne sul Superbonus 110%», è sbottato Francesco Taglieri, capogruppo M5S. «mettono in luce quanto questi signori siano incapaci di rappresentare gli interessi degli italiani e degli abruzzesi. Da un lato, il governo sbandiera l’autonomia regionale, dall’altro», afferma, «mette i bastoni tra le ruote delle stesse Regioni, con l’aggravante di delegittimare enti amministrati dalla propria compagine politica».
TRE STRADE SBARRATE. Due proposte di legge e una delibera ad hoc senza futuro. «In Abruzzo ci siamo attivati subito per permettere alla Regione di acquistare i crediti fiscali incagliati e dare risposte a chi rischia il fallimento per colpa del Governo che li ha traditi», incalza Taglieri, «e mentre il centrodestra abruzzese ha provato a cavalcare l’onda del consenso sulla nostra proposta di legge, presentando a prima firma di Forza Italia un “testo fotocopia”, e di Fratelli d’Italia e Lega addirittura una delibera di giunta, il loro Governo li squalifica stoppando ogni iniziativa in tal senso».
Da Roma, la deputata pentastellata Daniela Torto, ieri, ha subito temuto il peggio: «Nel pomeriggio, durante l’esame del decreto Milleproroghe alla Camera dei deputati, insieme al collega Alfonso Colucci, ho denunciato la grave miopia di questa maggioranza sulla gestione del Superbonus. La bozza del dl che vieta la cessione dei crediti incagliati alle Regioni, e che sta circolando in queste ore, decreta la morte del Superbonus e di tutti i bonus edilizi. Ormai è chiaro: l'esecutivo ha abbandonato la filiera dell'edilizia e lo ha fatto maldestramente, raccontando finte mancanze di risorse e trovando invece tutti i modi possibili per ammazzare per sempre questa misura solo perché nasce da una illuminata visione di economia e impresa avuta da noi», dice la capogruppo M5S in commissione. E infine la stoccata da parte del Pd.
UNA CRISI SOCIALE. «Siamo alla farsa. La Regione di Marco Marsilio annuncia in pompa magna la legge per lo sblocco dei crediti fiscali ma ventiquattr’ore dopo riceviamo notizia che il Governo Meloni vieta alle Regioni l’acquisto dei crediti: Flaiano avrebbe detto la situazione è grave ma non seria», così scrive il senatore dem Michele Fina.
«Da oggi», conclude, «rischiamo di vedere fallire migliaia di imprese, licenziare operai, indebitare famiglie e professionisti del settore, con conseguenze giudiziarie pesanti. Una crisi sociale ed economica come poche altre nella storia del Paese e della nostra regione».