Superbonus, tutte le novità Previste 2 aliquote di sconto: al 100% per i non abbienti

7 Giugno 2023

Potranno continuare a usufruire di riduzione in fattura e cessione del credito La Lega propone anche una detrazione del 60 per cento per i capienti fiscali 

Il Superbonus si appresta a cambiare di nuovo pelle. La proposta della Lega, in vista dei lavori della prossima legge di Bilancio, quando il riordino dei bonus finirà sul tavolo del Governo, punta a unificare superbonus, sismabonus ed ecobonus. E prevede una revisione complessiva degli interventi agevolabili, con una netta divisione tra capienti fiscali e incapienti. Ai primi verrà applicata un'aliquota di sconto del 60%, mentre le famiglie meno abbienti, che risultano incapienti, avranno uno sconto del 100% sui lavori. Potranno, inoltre, usufruire ancora di sconto in fattura e cessione del credito. La proposta di legge porta la firma di quattro componenti della commissione finanze della Camera: Alberto Gusmeroli, Alberto Bagnai, Laura Cavandoli e Giulio Centemero. Un'ipotesi di revisione del Superbonus formulata anche alla luce dell'allarme lanciato dall'Ance, l'associazione costruttori, sul rischio default per moltissime imprese edili.
DUe ALIQUOTE DIFFERENZIATE
Se passerà la proposta della Lega, nulla sarà più come prima. A beneficiare del nuovo Superbonus saranno, prima di tutto, le famiglie con una minore disponibilità economica. Si avrà, infatti, una divisione tra capienti e incapienti fiscali, con percentuali di agevolazione diverse per livelli di reddito. Non solo. Verranno privilegiati gli interventi di messa in sicurezza antisismica e di efficientamento energetico. Se un cittadino è capiente fiscale, ovvero ha la possibilità di recuperare lo sconto con la dichiarazione dei redditi, il bonus avrà una percentuale del 60% e sarà utilizzabile da 5 a 20 anni. Al contrario, chi non è capiente fiscale, cioè le famiglie meno abbienti, potrà usufruire di uno sconto a copertura totale del costo dei lavori, quindi pari al 100% e accedere ancora allo sconto in fattura e alla cessione del credito. La proposta punta anche a mantenere in sicurezza i conti pubblici, stabilendo una netta demarcazione tra gli interventi agevolabili e puntando su efficientamento energetico e sicurezza sismica degli edifici.
RIORDINO DEL SUPERBONUS
L'idea che muove la proposta di legge, che arriverà sul tavolo del Governo, è avviare un'operazione di semplificazione delle tante agevolazioni che oggi possono essere utilizzate dai contribuenti e che prevedono aliquote e massimali di spesa differenti, anche cumulabili tra di loro. Si punta ad unificare, in una sola formula agevolativa, Superbonus, sismabonus e ecobonus, modificando anche i periodi di tempo in cui possono essere utilizzati. Almeno un decennio, secondo i firmatari della proposta, per dare un orizzonte ampio al mercato delle ristrutturazioni, che potrebbe raddoppiare a 20 anni, per il recupero delle somme da parte dei contribuenti in difficoltà economiche.
COME FUNZIONA
Dal 2023 è partita la fase di transizione del Superbonus dal 110% al 90% Da quest’anno, infatti, l’agevolazione viene depotenziata con un sistema "a scalare": sono stati il decreto Aiuti Quater e la legge di Bilancio 2023 a definire il nuovo calendario delle scadenze per il Superbonus pieno, nella sua formula originaria, e le successive modifiche. La detrazione relativa al Superbonus può essere fruita solo con la classica detrazione in fase di dichiarazione dei redditi. Il Governo ha bloccato dal 17 febbraio 2023 la possibilità di usufruire della cessione del credito e dello sconto in fattura: una stretta che vale solo per i nuovi interventi edilizi e non per quelli già avviati. Pertanto, non sarà più possibile ricorrere alla cessione del credito o allo sconto in fattura, mentre resta la strada della detrazione d’imposta. Per gli interventi già avviati al 17 febbraio scorso, si potrà ancora usufruire del Superbonus direttamente entro i limiti di capienza dell’imposta annua della dichiarazione dei redditi, ripartita in 10 quote annuali di pari importo, con lo sconto in fattura, optando per un contributo anticipato sotto forma di sconto praticato dai fornitori dei beni o servizi o tramite la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari.
A CHI SPETTA
Il Superbonus al 110 %, quindi con detrazione piena, spetta quest'anno solo nel caso in cui i lavori siano effettuati su immobili unifamiliari e solo sino al 31 settembre 2023, a condizione che al 30 settembre 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 30% dell’intervento finale; quando siano effettuati su condomìni purché la Cila sia stata presentata entro il 31 dicembre 2022; per interventi effettuati da Iacp e cooperative l’agevolazione è al 110% fino a 31 dicembre 2023, ma a patto che entro il 30 giugno 2023 i responsabili abbiano effettuato almeno il 60% dei lavori. Infine, per gli interventi di demolizione e ricostruzione degli edifici, ma solo se l’istanza per l’acquisizione del titolo abilitativo è stata presentata entro il 31 dicembre 2022. In tutti gli altri casi viene attivato un ribasso della percentuale di sconto sulla spesa per i lavori. Sono cambiati anche i requisiti di accesso per le villette che dal 1° gennaio 2023 possono usufruire del Superbonus al 90 % se si tratta di prima casa o se il contribuente possiede un reddito sotto i 15.000 euro variabile in base al quoziente familiare. Dal prossimo anno, se non verranno introdotte altre misure come quella presentata dalla Lega, il Superbonus andrà a scendere e sarà del 70 % per le spese sostenute nel 2024 e del 65 % per le spese sostenute nel 2025. Il Superbonus è valido nella misura piena del 110% fino al 31 dicembre 2025 solo per gli interventi effettuati nelle zone terremotate.