Superbonus, è conveniente iniziare i lavori adesso? Ecco come non perdere gli sconti

Tutte le novità del decreto: cessione del credito o riduzioni in fattura, chi può farlo Se non è stata presentata la Cilas entro il 16 febbraio non si può aprire il cantiere
Il Superbonus è ancora attivo, ma non per tutti. Alla luce del nuovo decreto, sono molte le novità introdotte che modificano i parametri di accesso alla misura e i limiti per usufruirne. I condomini e i proprietari di villette singole, che non hanno presentato la comunicazione di inizio lavori entro il 16 febbraio scorso, la cosiddetta Cilas, non potranno più ricorrere al Superbonus. O meglio, potranno farlo usufruendo dell’aliquota ridotta al 90% e anticipando le spese di tasca propria. L'alternativa è ricorrere ad un finanziamento bancario, ai tassi attuali di mercato, nella speranza di essere capienti nei quattro anni successivi per ottenere le detrazioni fiscali. Questa è solo una delle conseguenze della conversione in legge del decreto del 16 febbraio scorso con cui sono cambiate le regole dei bonus edilizi. Il decreto, nella versione licenziata dal Parlamento, lascia invariate scadenze e aliquote stabilite dalla legge di Bilancio, ma presenta novità in tema di cessione del credito.
CHI PUò CEDERE Il CREDITO
La cessione del credito o lo sconto in fattura sono possibili solo per i condomini, le case plurifamiliari fino a quattro unità residenziali a proprietà unitaria e le abitazioni indipendenti che hanno diritto al Superbonus. Ma c'è un secondo vincolo: devono aver presentato la Cilas entro il 16 febbraio 2023. Potranno usufruire ancora della cessione del credito e dello sconto in fattura Iacp, onlus e cooperative. Lo stesso vale per le operazioni che riguardano abitazioni situate in aree colpite dagli eventi sismici del 2009 e del 2016, o da inondazioni e che hanno ancora diritto al Superbonus 110% fino a fine 2025.
NOVITà E PALETTI
Per la cessione del credito è stata introdotta un’importante modifica che riguarda chi sta per acquistare un'abitazione. La data che conta è sempre quella del 16 febbraio scorso, ma viene presa in considerazione la presentazione della Cilas e non, come accadeva prima, la registrazione del preliminare di compravendita. Un'altra modifica riguarda la possibilità di presentare varianti alla Cilas senza che questo infici il diritto alla cessione: è presumibile, infatti, che molti condomini alle prese con la ristrettezza dei tempi a disposizione decideranno di ridimensionare le opere. Più articolata la situazione per gli altri bonus. Nei casi in cui è prevista la richiesta di un’autorizzazione edilizia o di una comunicazione asseverata non ci sono problemi: basta che siano antecedenti al 17 febbraio 2023. Quando, invece, si tratta di lavori di edilizia libera come la sostituzione di infissi, è necessario dimostrare tramite la tracciabilità dei pagamenti che i lavori sono iniziati prima del 17 febbraio scorso. Oppure che, prima di quella data, è stato stipulato un contratto vincolante tra committente e impresa. Sono esclusi da questo vincolo i lavori che riguardano il bonus barriere architettoniche.
LAVORI NEL 2022
Per i contribuenti che hanno compiuto lavori nel 2022, e non sono riusciti a cedere il credito, si apre la possibilità di salvarsi in corner. Il termine del 31 marzo per trasmettere all’Agenzia delle Entrate l’avvenuta cessione slitta al 30 novembre prossimo. Ci sono quindi otto mesi in più per riuscire a trovare un soggetto a cui cedere che, nel caso di prima cessione, può essere anche un privato. Contestualmente alla trasmissione ritardataria però bisognerà pagare 250 euro. Chi non riesce a effettuare la cessione non perde il diritto alla detrazione, ma per usufruirne in pieno deve aver anche la capienza fiscale. Sono molti i condomini che vorrebbero effettuare adesso i lavori per il Superbonus ma, non avendo ancora iniziato, sono incerti se aprire il cantiere o meno. Il rischio è quello di non finire i lavori entro il 31 dicembre prossimo, anche se i lavori possono protrarsi fino al 2025, ma costerebbero cifre superiori nell’ordine delle decine di migliaia di euro, in quanto dal 1° gennaio 2024 il bonus scenderà al 70%. In tal caso, risulta più conveniente l’ecobonus ordinario che per le riqualificazioni dei condomini arriva al 75% di copertura delle spese, con meno vincoli. Per valutare se iniziare i lavori bisogna, innanzitutto, trovare un’impresa rapida e affidabile e, poi, partire dalla data della Cilas. Se è posteriore al 16 febbraio 2023, non è possibile effettuare la cessione del credito e avviare le opere può aver senso solo in un condominio composto unicamente da famiglie abbienti tutte d’accordo, come può essere un’abitazione bifamiliare con due diverse proprietà. Se la Cilas è stata presentata tra il 1° gennaio e il 16 febbraio scorso la cessione è possibile con il bonus al 90%, ma va messo in conto che ogni 100 euro di spesa bisogna anticiparne 25.

