Sventata una rapina alle Poste: i banditi inseguiti e arrestati

7 Dicembre 2019

Una “soffiata” fa scattare il tempestivo intervento della squadra Mobile di Pescara: presi in tre  Due sono stati bloccati mentre fuggivano in scooter; il terzo all’uscita da un appartamento

FRANCAVILLA AL MARE. Volevano rapinare l'ufficio postale di piazza Sant’Alfonso, in via Maiella, ma una “soffiata”, seguita dal tempestivo intervento della Mobile di Pescara ha sventato il colpo. Così sono finiti in carcere tre presunti componenti della banda, tutti di origine napoletane. Si tratta di Giancarlo Di Pinto, 41 anni, napoletano residente a Francavilla, Leonardo Musdace di 47 anni ed Emiliano Santillo di 49, residenti a Napoli. Fermati, nel corso dei controlli, altri due presunti complici di 34 e 46 anni, anche loro provenienti dal capoluogo campano. Il blitz è scattato nella mattinata di giovedì quando i poliziotti, appena ricevuta la notizia, sono andati a monitorare la zona nelle vicinanze di piazza Sant’Alfonso e in via Monte Velino, dove risultava essere l’appartamento in cui la banda faceva base. Poco dopo le 13 due di loro sono stati fermati non molto distanti dall’ufficio postale per un controllo, mentre Santillo e Musdace giravano su uno scooter Carnaby, presumibilmente, secondo gli investigatori, per perlustrare i dintorni. Quando le forze dell’ordine gli hanno intimato l’alt con la paletta, il motociclo con i due in sella non si è fermato ma, al contrario, ha preso velocità innescando un inseguimento andato avanti per circa dieci minuti lungo le vie della città. Dopo una serie di infrazioni, è stata una moto della polizia a porre fine all'inseguimento, sbarrando la strada ai due. Anche loro, come gli altri due, sono stati perquisiti. Indossavano scaldacollo, guanti e berretti che, secondo gli investigatori, sarebbero serviti per camuffarsi durante il colpo. Il quinto uomo, Di Pinto, difeso dall’avvocato Giovanni Angelucci di Francavilla, è stato bloccato all’ingresso dell’abitazione in via Monte Velino. I poliziotti, vedendolo nervoso, hanno perquisito il suo appartamento al primo piano, ma proprio durante le operazioni, Di Pinto ha tentato la fuga lanciandosi dal balcone. Tentativo fallito grazie al rapido intervento di un poliziotto che dopo una colluttazione, in cui ha rimediato diverse lesioni, è riuscito a fermarlo. Durante la perquisizione dell’appartamento è stato trovato un Rolex, un altro orologio Just Cavalli, quattro telefoni cellulari e una sacca con attrezzi da scasso come martello e cacciavite, oltre a un casco nero, in giardino. Per Di Pinto, Santillo e Musdace, questi ultimi due assistiti dall’avvocato Andrea La Cioppa, è scattato l’arresto. Ieri il giudice Luca De Ninis, su richiesta del sostituto procuratore Marika Ponziani, ha convalidato l’arresto. Sono accusati di tentata rapina in concorso, resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale.
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