Sviluppo rurale, arriva l’ok dell’Ue

25 Novembre 2021

Regione Abruzzo promossa dall’Europa. «Bene il nuovo corso dell’agricoltura»

L'AQUILA. L'Unione europea promuove a pieni voti l'Abruzzo sul Psr: la Commissione europea ha parlato di inversione di tendenza nell'utilizzo dei fondi nel corso del Comitato di sorveglianza che per la prima volta si è tenuto all'Aquila, sull'andamento delle attività previste nell'attuale programmazione del Piano di sviluppo rurale e per la programmazione del 2023-2027. La «benedizione» è arrivata nel corso della tre giorni che si è conclusa ieri all'Auditorium del Parco, per voce di Filip Busz, capo unità della direzione generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale della Commissione Europa, il quale ha riconosciuto che la Regione Abruzzo negli scorsi anni pagava, nel raggiungimento del target di spesa previsto per il Psr, il ritardo accumulato, ed invece «dal 2019 in poi segna una inversione di tendenza», ha spiegato l'alto funzionario Ue, «e ora si avverte in sede di Commissione europea, la consapevolezza dei risultati ottenuti dal nuovo corso dell'agricoltura abruzzese». A presenziare all'incontro il vicepresidente della Regione, con delega all'Agricoltura, Emanuele Imprudente, affiancato dalla direttrice del dipartimento Agricoltura e autorità di gestione del Psr Abruzzo, Elena Sico, alla presenza del dottor Luigi Ottaviani del ministero delle politiche agricole e, in collegamento video, il dottor Matteo Rastelli di Agea. «Grazie alla riorganizzazione della struttura regionale», ha commentato Imprudente, «e agli indirizzi forniti dalla politica e dal nuovo approccio dell'autorità di gestione, siamo riusciti ad arrivare con serenità nel 2021 ad affrontare il cosiddetto n+3 sulla spesa del Psr e ad avere finalmente un ruolo e una voce nei tavoli nazionali sulla nuova programmazione 2023-2027, dove l'Abruzzo svolge anche la funzione di regione capofila sulla scheda relativa al benessere animale e alla sostenibilità ambientale». Il Psr 2014-2020 ha incorporato 160 milioni di euro aggiuntivi delle annualità del periodo di transizione 2021 e 2022, per una dotazione finanziaria complessiva di 638 milioni di euro; nello specifico, per l'anno in corso è stato confermato che ad oggi mancano 21 milioni di euro per raggiungere il target, ma la spesa è già in corso di lavorazione.