Svolta nel caso Ferrante: allontanamento volontario

L’ipotesi: il legale amava isolarsi. Ricerche a Serramonacesca e in altri 4 paesi
SERRAMONACESCA. Potrebbe essersi allontanato volontariamente Franz Ferrante, l'avvocato pescarese di 49 anni scomparso a Serramonacesca, di cui non si sa più nulla da oltre due settimane.
Potrebbe aver scelto di spegnere il telefonino, e di non voler dare più notizie di sé, quella stessa domenica notte in cui è sparito senza dare spiegazioni neppure al padre con cui era tornato a casa da poco.
IL GIALLO Il perché, Ferrante, abbia voluto il silenzio intorno a sé, resta un mistero. Sta di fatto che la vicenda sta assumendo sempre più i contorni di un giallo che, al momento, conduce a una svolta: Franz Ferrante potrebbe non essere in quella Serramonacesca battuta palmo a palmo da decine di squadre di soccorritori (vigili del fuoco, speleologi, carabinieri forestali, alpini, protezione civile, gruppo antincendio e tanti volontari del paese) che per giorni hanno scandagliato sentieri, eremi, costoni e ruscelli per più di 40mila ettari fino a sconfinare verso i territori di Passolanciano, Roccamontepiano, Lettomanoppello e Caramanico. Terra, quest’ultima, che da quasi sette mesi ha inghiottito anche Carlo Rodrigo Fattiboni.
AMAVA ISOLARSI Ferrante era un appassionato di montagna e discipline contemplative che lo hanno portato più volte a isolarsi in luoghi quasi inaccessibili come i dintorni degli eremi di Sant'Onofrio e San Liberatore, che aveva più frequentato e che amava. Eremi e dintorni che sono stati setacciati per giorni dai soccorritori muniti di gps e mezzi attrezzati per le salite nei luoghi impervi, quando questi non sono stati battuti a piedi, per ore.
Carattere ascetico, Franz Ferrante, potrebbe aver deciso di uscire di scena volontariamente. E' una delle tante conclusioni a cui gli investigatori sono arrivati, dopo oltre due settimane di ricerche serrate con l'ausilio di droni, cani molecolari, sommozzatori dei vigili del fuoco che nei giorni scorsi hanno esplorato i fondali dell'Alento.
E oggi è previsto l’arrivo delle guide del soccorso alpino della Guardia di Finanza dell’Aquila. Le ricerche di Ferrante proseguiranno ancora per qualche giorno, ma non è escluso che nei prossimi giorni possano essere sospese definitivamente. Per ora, è solo una ventilata possibilità, non ci sono comunicazioni ufficiali a riguardo.
VERTICE IN PREFETTURA Nel mezzo della settimana, giovedì 28, è previsto un vertice della prefettura che dovrà decidere se proseguire le ricerche o smantellare il campo base dei vigili del fuoco allestito nella piazza di Serra, davanti al municipio. Alla riunione parteciperanno i coordinatori delle varie associazioni dei volontari che stanno partecipando alle perlustrazioni per fare il punto della situazione.
Quel che è certo, in questa vicenda in chiaroscuro, è che Ferrante si è allontanato dalla casa pescarese di via Monte Siella nella notte tra sabato 9 e domenica 10 marzo.
LA TELECAMERA Si è infilato nell’auto, una Nissan Micra di colore grigio, e si è diretto verso Serramonacesca, 35 km da Pescara, meno di mezz'ora di viaggio senza traffico. Ha attraversato il paese a bordo della sua auto. Le telecamere disseminate nel borgo, le cui immagini sono al vaglio degli investigatori, hanno immortalato il suo passaggio lungo le stradine deserte di Serra in un orario compreso tra la mezzanotte e le tre di notte, fascia oraria presunta della scomparsa dell’uomo che verosimilmente era solo a bordo dell’automobile, secondo ricostruzioni sommarie di chi sta investigando.
AUTO NASCOSTA Quindi, dal centro del paese, Ferrante ha imboccato una delle strade sterrate che conduce alla spianata di Pianapù, in contrada Brecciarola, dove ha parcheggiato l’auto alla fine di un lungo sentiero paludoso e dietro un grosso cespuglio. Dalla strada principale, che conduce al paese, è impossibile vedere il mezzo in sosta, che scompare tra sentiero e cespuglio, quindi chi ha segnalato (e non si sa chi) la presenza della vettura, ha dovuto per forza addentrarsi lungo il viottolo fangoso che conduce alla spianata a venti minuti di cammino dall’eremo di Sant’Onofrio.
Dai finestrini dell’automobile sono visibili solo due asciugamani colorati che ricoprono i sedili e un opuscolo pubblicitario di un supermercato. Chiuso a chiave anche il cofano della vettura transennata dalle autorità.
TELEFONINO SPENTO Poche ore prima Ferrante era rientrato in casa insieme al padre che in questi giorni ha seguito personalmente le ricerche. Avevano trascorso una serata insieme. Ma poche ore dopo Ferrante, avvocato in cerca di occupazione, ha lasciato la casa paterna nottetempo. Forse con l’intenzione di non farvi più ritorno? È una delle tante ipotesi che stanno emergendo dopo due settimane di ricerche senza esito.
Ferrante aveva con sé il cellulare quando è uscito di casa. Ma già dalle prime ore del mattino di domenica, l’apparecchio risultava spento, non raggiungibile e non agganciava alcuna cella nei dintorni, secondo i controlli effettuati dalle autorità competenti in quelle ore concitate dopo l’allarme lanciato dalla famiglia ai carabinieri di Pescara.
NIENTE FOTO La famiglia del 49enne in queste due settimane non ha mai voluto rilasciare dichiarazioni o rendere note le immagini di Ferrante. Una scelta che non ha permesso ai soccorritori e agli investigatori di ricevere segnalazioni di scomparsa o avvistamenti da parte della comunità locale o di chi potrebbe averlo visto attraversare le centinaia di sentieri della zona, molto frequentata da amanti della montagna ed escursionisti della domenica. Ferrante quei sentieri li conosceva e li frequentava da tempo.
I SENTIERI A Pianapù ce ne sono quattro ben visibili: uno conduce all’eremo di Sant’ Onofrio, un altro si inoltra verso il fiume Alento, un altro ancora ritorna sulla strada principale in direzione di Serra e un altro ancora si disperde verso la Majella.
Ferrante potrebbe averne imboccato uno o nessuno. Potrebbe essersi spinto troppo oltre con la sicurezza di chi conosceva bene i luoghi. Oppure, potrebbe aver abbandonato l’auto ed essere andato via in macchina con qualcun altro. Ipotesi, solo ipotesi.
Quei sentieri, comunque, sono stati setacciati dalle squadre dei volontari con le unità cinofile. I cani molecolari, a cui sono stati fatti “sniffare” gli odori di indumenti dello scomparso, hanno seguito diverse tracce, ma senza risultati.
Le ispezioni dei soccorritori e degli animali sono state, più volte, rese difficili dal maltempo (pioggia, vento e neve) che ha imperversato nella zona soprattutto nelle prime ore dalla scomparsa dell’avvocato pescarese.
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