Sì ai voti a distanza, ma tutti promossi

Il Decreto ufficializza la didattica online: insufficienze recuperate a settembre. Maturità solo orale per 11mila abruzzesi
PESCARA. I voti della didattica a distanza saranno validi e, anche se non ci saranno bocciati, gli studenti che avranno insufficienze – per tutti i cicli di istruzione, dalla primaria fino alla classe quarta del secondo grado – potranno recuperare e integrare gli apprendimenti da settembre. È la novità sostanziale del Decreto legge sulle scuola approvato ieri dal consiglio dei ministri, con tutte le misure per portare a termine un anno scolastico bruscamente interrotto dall’emergenza sanitaria. Un decreto atteso in Abruzzo da 171mila 470 studenti e quasi 20mila insegnanti e che verrà applicato grazie a una o più ordinanze che devono essere emanate dal ministero dell’Istruzione. La scuola è chiusa dallo scorso 5 marzo. «Le valutazioni saranno serie e coerenti», ha precisato la ministra Lucia Azzolina.
I DUE SCENARI. Sono state confermate alcune delle anticipazioni date nei giorni scorsi: sono due gli scenari previsti, a seconda che riprendano le lezioni in presenza di ragazzi o insegnanti, oppure, come è decisamente più probabile, gli studenti per quest’anno non tornino più nelle classi.
TUTTI PROMOSSI. Tutti gli alunni saranno ammessi all’anno successivo, anche coloro con insufficienze registrate nel primo quadrimestre. Ma gli studenti saranno valutati con voti finali corrispondenti «all’impegno dimostrato durante l’anno e nella didattica a distanza» che in questi giorni di quarantena si sta portando avanti anche in Abruzzo.
IL 18 MAGGIO... La data spartiacque, come già anticipato, è quella di lunedì 18 maggio, soprattutto per consentire gli esami di Stato negli istituti superiori (in Abruzzo sono circa 11mila i ragazzi interessati): nel caso si tornasse in classe entro questa data, e si avessero quindi quattro settimane di lezione, l’esame di maturità verrebbe assimilato alla prova in vigore, ma con qualche piccola differenza. Il 17 giugno si parte con il tema di italiano, una prova nazionale uguale per tutti. La seconda prova scritta, invece, non sarà a carattere nazionale, ma predisposta dalla singola commissione di esame «affinché sia aderente alle attività didattiche svolte nel corso dell’anno scolastico». Il Decreto stabilisce che le commissioni di esame siano composte dai professori interni e da un solo presidente esterno. Toccherà quindi ai docenti interni, che conoscono bene la classe e il programma svolto, scegliere l’argomento della seconda prova scritta. A fine giugno, sempre con questa ipotesi, si parte con la prova orale. Per gli esami di terza media, invece, è prevista l’eliminazione di una o più prove rimodulando le modalità di attribuzione del voto finale.
...E DOPO IL 18 MAGGIO. Ma difficilmente si potrà riprendere l’attività didattica in classe entro il 18 maggio, almeno viste le previsioni avanzate dal Comitato tecnico scientifico. In questo caso i maturandi salteranno entrambi gli esami scritti, quello di italiano e la seconda prova che varia da istituto a istituto. La valutazione finale verrà affidata a un esame orale, «un unico colloquio», come indicato dal governo, «articolandone contenuti, modalità anche telematiche e punteggio, per garantirne la completezza e la congruità della valutazione». Colloquio forse a distanza. Nella seconda ipotesi, salteranno anche gli esami di terza media. Prevista quindi la sostituzione dell’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione che tiene conto altresì di un elaborato del candidato». Una sorta di tesina. Per gli alunni che hanno lacune formative, è prevista la possibilità «dell’eventuale integrazione e recupero degli apprendimenti relativi all’anno 2019-2020 nel corso dell’anno scolastico successivo, a decorrere dal 1° settembre 2020, quale attività didattica ordinaria».
ACQUISTO PC E TABLET. «Settanta milioni» degli 85 erogati per le scuole «sono dedicati all’acquisto di pc e tablet», l’ha precisato la ministra. Nel corso del Cdm è stato approvato un provvedimento che sblocca le assunzioni di 4.500 insegnanti.
E A SETTEMBRE? E se a settembre l’emergenza Covid-19 non sarà del tutto finita, come prevedibile? Il ministero ha spiegato che «si sta lavorando a un piano per una ripresa delle scuole con un maggiore distanziamento tra studenti». Un bel problema in tanti istituti dove ci sono aule molto numerose.
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