Sì al mercatino etnico Sarà pronto a Natale

11 Marzo 2017

Ripartono i lavori nel tunnel, Confcommercio verso il ricorso

PESCARA. La città di Pescara avrà un mercatino etnico nel sottopasso ferroviario di via Ferrari. L’ultimo ostacolo che bloccava il completamento dell’opera da 250mila euro, già iniziata nel luglio dell’anno scorso, è stato superato ieri, quando il consiglio comunale, dopo tre sedute molto tribolate, ha approvato la variante al piano regolatore indispensabile per proseguire i lavori. L’apposita delibera è passata con 13 sì dei consiglieri di maggioranza, 2 no del Movimento 5 Stelle e un astenuto, ossia la consigliera del Pd Simona Di Carlo. Il centrodestra, invece, non ha votato.

Ma l’opera continua a dividere la città. Ieri la Confcommercio ha preannunciato una battaglia legale, con probabile ricorso al Tar, per far annullare il provvedimento. Riccardo Padovano, nella sua duplice veste di rappresentante dell’associazione e consigliere di maggioranza, ha preferito non presentarsi in aula per evitare di votare contro e spaccare così la sua coalizione.

Intanto, bisognerà attendere ancora alcuni mesi per vedere il mercatino pronto. Secondo le previsioni del vice sindaco Enzo Del Vecchio, l’opera dovrebbe essere pronta entro il prossimo autunno. Grande soddisfazione è stata espressa dal sindaco Marco Alessandrini al termine della votazione. «Oggi il consiglio si è impegnato a risolvere una situazione rimasta sospesa da lungo tempo», ha detto.

DIFFIDA DEL CENTRODESTRA. Dopo aver cercato di bloccare l’approvazione della delibera per tre sedute del consiglio comunale con la discussione di 850 emendamenti, il centrodestra ieri ha cambiato strategia e ha giocato il tutto per tutto ricorrendo ad una diffida, inviata ad inizio seduta al sindaco Marco Alessandrini, al presidente del consiglio comunale Antonio Blasioli e a tutti i consiglieri di maggioranza e opposizione, affinché non venisse approvato il provvedimento.

Pesanti le parole usate dai consiglieri di Forza Italia, Pescara in Testa e Pescara futura in una conferenza stampa per giustificare una simile iniziativa. «Abbiamo presentato una diffida», hanno spiegato, «in ossequio ai principi della Corte di Cassazione che, in simili situazioni, potrebbero far ravvisare un concorso colposo nel delitto doloso, nel caso in cui in quel tunnel dovesse ripetersi la prosecuzione delle attività illecite finite nel mirino della Procura distrettuale antimafia dell’Aquila, un’indagine con ramificazioni campane, ma partita proprio dall’ex mercatino etnico della stazione di Pescara». E ancora: «Riteniamo che l’operazione condotta dalle Fiamme gialle rappresenti uno spartiacque. D’ora in avanti, il sindaco e la sua maggioranza non potranno più far finta di non sapere cosa accadeva e potrebbe accadere di nuovo tra quelle bancarelle».

DELIBERA SBLOCCATA. Il voto è arrivato alle ore di pranzo, quando sono stati dichiarati decaduti gli 850 emendamenti del centrodestra. L’ultimo stop ai lavori dell’aula si è registrato poco dopo mezzogiorno, quando il Movimento 5 Stelle ha cercato di far approvare un subemendamento alla delibera per richiedere controlli periodici da parte della guardia di finanza all’interno del mercatino. Dopo una breve pausa dei lavori, in cui l’assessore al commercio Giacomo Cuzzi ha spiegato alle consigliere del Movimento 5 Stelle Enrica Sabatini ed Erika Alessandrini che non era possibile imporre alle forze dell’ordine di fare i controlli periodici, in aula è scoppiata una lite tra i 5 Stelle e il centrosinistra.

La capogruppo Enrica Sabatini non ha risparmiato critiche alla maggioranza durante il suo intervento conclusivo. «La nostra proposta di inserire i commercianti in regola nei mercati esistenti o in mercati sperimentali aperti a tutti che venne approvata nel 2015 dal consiglio», ha affermato, «è stata oggi disattesa dal centrosinistra che ha delegittimato così la decisione dell’organo di governo consiliare cittadino e, con 18 mesi di ritardo, la giunta Alessandrini, non solo ha violato l’impegno preso, ma ha deciso di spendere ben 250mila euro di soldi pubblici di un ente in predissesto per la scelta sbagliata».

Di tutt’altro tenore le parole del sindaco nel suo intervento prima del voto. «L’amministrazione comunale», ha ricordato Marco Alessandrini, «in sinergia con le forze dell’ordine, ha affrontato questa situazione dopo anni di inerzia, facendosi carico quasi un anno fa di uno sgombero per far cessare le situazioni di illegalità che hanno portato agli arresti di ieri (giovedì scorso, ndr), tollerate invece da chi è stato classe dirigente e ha preferito non farsene carico per anni». «Questa delibera», ha aggiunto, «va in tutt’altra direzione, che non è quella di riallocare un mercato dell’illegalità, ma di istituire, per la prima volta nella storia di Pescara, un mercato etnico con merce legale proveniente da fuori Abruzzo, con operatori sia stranieri che italiani che abbiano le carte in regola per entrare e le attività limpide per rimanere».

Ora, saranno necessari altri passaggi burocratici prima della ripresa dei lavori nel sottopasso. «La delibera dovrà essere pubblicata entro 30 giorni», ha spiegato Del Vecchio, «poi altri 30 giorni per le osservazioni, infine il ritorno in consiglio comunale per la ratifica definitiva. Dopodiché, si potrà procedere al bando per avviare una gara d’appalto. Entro l’autunno il mercatino dovrebbe essere pronto».

COMMERCIANTI IN RIVOLTA. La prima protesta dei commercianti ambulanti italiani contro il nuovo mercatino era scoppiata già lunedì scorso, quando una rappresentanza della categoria si era presentata in consiglio. Ieri, dopo l’approvazione della delibera, è intervenuta la Confcommercio bocciando il progetto. «Una scelta e una spesa scellerata», si legge in una nota dell’associazione, «che trova la contrarietà di tutti i commercianti della città e contro la quale ci opporremo con tutti i mezzi. Esistono già tanti mercatini settimanali in cui è possibile integrare operatori ambulanti e colleghi senegalesi». Padovano non ha escluso un ricorso al Tar. «Attiveremo immediatamente il nostro ufficio legale», ha avvertito la Confcommercio, «per verificare se esistono le condizioni per bloccare tale delibera».

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