«Sì alle mascherine all’aperto»

L’appello del primario Grimaldi: così possiamo ridurre la circolazione del virus
PESCARA. Il numero dei nuovi casi positivi è tornato a crescere in Abruzzo: ieri ne sono stati registrati 256 (la più giovane una bambina di 1 anno, la più anziana una 92enne, entrambe del Teramano). Sta crescendo anche l'incidenza settimanale dei contagi per centomila abitanti, arrivata a 110 (la soglia per tenere la zona bianca 50), registrando il valore più alto dalla metà di aprile ad oggi. «Il virus circola soprattutto attraverso chi non è vaccinato», spiega Alessandro Grimaldi, primario del reparto di Malattie infettive dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, «e chi non lo è contagia altri no vax, ma anche i fragili o gli anziani chesi sono vaccinati molto tempo fa. Ecco perché il super Green pass, appena introdotto dal nuovo decreto, può essere un buon modo per limitare i rischi, premiando chi si è vaccinato». Secondo Grimaldi, però, sarebbe opportuno stringere ulteriormente le maglie delle restrizioni: «Andrebbe ripristinato l’obbligo di mascherina all’aperto anche in zona bianca. Alcuni studi certificano che la mascherina, accoppiata ad almeno due dosi di vaccino, riduce sensibilmente la diffusione del virus e la possibilità di contrarre la malattia».
LA SITUAZIONE
NELLE PROVINCE Nelle ultime 24 ore è stato registrato anche un anche un nuovo decesso: è un 93enne di Pescara, che è anche il secondo comune più colpito nelle ultime 24 ore (con 25 casi), subito dopo Montesilvano (+26). Per quanto riguarda le province, invece, il Pescarese ha fatto registrare 72 casi in più, poi c’è il Chietino (+71), il Teramano (+69) e infine l’Aquilano (+42)
LA SITUAZIONE
NEGLI OSPEDALI L’Abruzzo è tornato a sfondare il muro dei 100 ricoverati in ospedale per Covid: 94 pazienti (+3) si trovano in area medica e 8 (-1) sono in terapia intensiva, mentre in 3.589 (+37) sono in isolamento domiciliare. I guariti sono 80.266 (+216). Alla luce di questi numeri, tuttavia, in Abruzzo torna al 4% (-1%) il tasso di occupazione dei posti letto di terapia intensiva, mentre quello relativo all'area non critica è fermo al 7%, a fronte di soglie di allarme rispettivamente del 10 e del 15%. Dati che al momento scongiurano il cambio di colore della Regione.
LE PRECAUZIONI Ma Grimaldi invita a non abbassare la guardia: «Abbiamo fatto dei veri miracoli fino a questo punto, perché inizialmente non sembrava possibile vaccinare tutte queste persone con due dosi. Dovremo sentirci tutti fortunati eprché ci sono Paesi che non hanno a disposizione neanche la prima dose. Il vaccino ci sta salvando la vita e nonostante questo c’è ancora una fetta consistente della popolazione che continua a rifiutare la vaccinazione. Non voglio contestare la libertà di rifiutare il vaccino, ma questo non deve autorizzare chi non è vaccinato e creare condizioni di rischio per tutti ai concerti o anche all’interno di un negozi. Non si può mettere a rischio la tutela della salute pubblica per garantire la libertà di non vaccinarsi», conclude Grimaldi, «per sintetizzare le possibilità di rischio faccio sempre l’esempio della scorsa estate, quando in occasione degli Europei di calcio, in una birreria, un solo individuo era riuscito a contagiare quasi 90 persone in un luogo chiuso. La terza dose può evitare questo». (d.b.)

