Sì del ministero: il San Massimo torna ospedale di base

Penne, la buona notizia comunicata anche al sindacato Fials «Riaprono pronto soccorso, vari reparti e 120 posti letto»
PENNE. L’ospedale San Massimo di Penne è pronto a tornare ospedale di base fino al prossimo 2021. Nei giorni scorsi l’assessore alla sanità della Regione Abruzzo ha incontrato la segreteria del sindacato Fials e ha comunicato la buona notizia.
«La Regione Abruzzo prenderà un po’ di tempo prima di ufficializzare il passaggio del San Massimo da ospedale d’area disagiata ad ospedale di base perché ha alcune situazioni a livello sanitario ancora da risolvere. La buona notizia è che nella riunione del tavolo di monitoraggio, costituito dal Ministero della Salute e dal Ministero dell’Economia e Finanze, è stato dato parere favorevole sul nosocomio di Penne. Il ritorno ad ospedale di base ci sarà in base a quanto previsto dalla legge 130 per i centri vicini all’area del cratere sismico. Non è stato messo ancora niente per iscritto ma tutto lascia sembra andare per il verso giusto», ha spiegato il segretario generale della Fials, Gabriele Pasqualone.
Come ospedale di base, previsto per bacini di utenza compresi tra gli 80.000 e i 150.000 abitanti, con tempo di percorrenza per raggiungere un Dea di riferimento minore di 60 minuti, la struttura del San Massimo otterrebbe: Pronto soccorso, posti letto di Osservazione breve intensiva, Medicina interna, Chirurgia generale, Anestesia, servizi di supporto di Radiologia, Laboratorio ed Emoteca in guardia attiva o pronta disponibilità per 24 ore, servizio di Farmacia, servizio di Psicologia. Il totale dei posti letto per l’ospedale di Penne salirebbe dai circa 52 attuali a ben 120. Quindici posti letto sarebbero previsti per l’Unità operativa semplice dipartimentale di Pronto soccorso, 20 posti letto per l’Unità di Medicina Generale, altri 20 per l’Unità di Chirurgia Generale e 20 per l’Ortopedia. Dieci posti per la terapia intensiva post operatoria, 5 posti per la Dialisi, 20 posti per l’Unità di Riabilitazione ospedaliera e, infine, 10 posti alla Lungodegenza.
«La proposta portata avanti da Fials e dagli altri sindacati abruzzesi è stata ben accolta dalla Regione Abruzzo. Abbiamo chiesto il potenziamento delle professionalità mediche. Il San Massimo, una volta tornato ospedale di base, comunque, non dovrà cullarsi sugli allori, ma dovrà offrire numeri e prestazioni per poter mantenere il suo status. Qualora nel 2021 i numeri non fossero positivi, e il decreto Lorenzin non venisse modificato, il San Massimo tornerebbe nuovamente a rischio», ha spiegato Pasqualone. Questa mattina, intanto, alle ore 10, nella sede di via Conte di Ruvo a Pescara, l’assessore regionale Nicoletta Verì incontrerà i vertici dell’associazione “Salviamo l’ospedale di Penne” che da anni protestano per la salvezza del nosocomio vestino.

